VINCENZO URSINI SI AGGIUDICA 51° PREMIO CASENTINO DI NARRATIVA EDITA
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Dopo aver vinto, a fine agosto, l’8ª edizione del premio “Teseo” di Milazzo, fondato e presieduto dal dott. Attilio Gaetano Andriolo, noto chirurgo siciliano ora in quiescenza, con il romanzo inedito “Il compagno di Vallechiara”, lo scrittore petrizzese Vincenzo Ursini, si è aggiudicato ora la 51ª edizione del Premio Letterario Casentino con il romanzo “La Ritornanza”, pubblicato nel mese di marzo dalla “Nuova Accademia dei Bronzi”. Promosso e organizzato dal Centro Culturale “Fonte Aretusa” di Poppi, diretto da Maria Eugenia Miano, il premio è uno dei più longevi che si svolgono in Italia ed è riservato anche a opere di saggistica e poesia, edite e inedite. Al 2° e 3° posto si sono classificati rispettivamente Roberto Mosi e Paola Fabiani.
Per la saggistica il premio Casentino è andato, invece, a Fulvio Conti con il volume Massoneria e fascismo. Ai posti d’onore: Giovanni Rubattu e Federica Casini.
La sezione riservata alla poesia è stata vinta ex aequo da Matteo Bianchi e Alessandro Zattarin. Seguono: Fabrizio Bregoli, Rosangela Panuccio, Stefano Gentili.
Altamente qualificate le diverse giurie. Quella della sezione riservata alla narrativa edita, vinta da Ursini, era composta da Marino Biondi (già professore di Letteratura italiana presso l'Università di Firenze), Giovanni Capecchi (professore di Letteratura italiana presso l'Università per Stranieri di Perugia), Pierpaolo Orlando (presidente e direttore artistico di “Fenysia” - Scuola di linguaggi della cultura) e Silvio Ramat (già professore di Letteratura italiana presso l'Università di Padova).
La premiazione si terrà domenica 13 settembre, alle ore 10.00 presso l’Auditorium della Pieve di Romena di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo.
Il premio Casentino torna quindi nella splendida cornice della Pieve di Romena, con un nutrito programma suddiviso di due giornate dedicate alla letteratura, alla cultura, all’arte, al giornalismo e all’innovazione.
L’appuntamento più atteso sarà quello di domenica 13 settembre con Aldo Cazzullo che riceverà il Premio d’Onore Casentino per l’Attività Culturale e sarà protagonista di un incontro dedicato al suo volume “Francesco – Il primo italiano”.
La manifestazione prenderà comunque il via sabato 12 alle ore 10.00 con una conferenza dedicata ai nuovi studi danteschi e alla “Vita di Dante” di Giuseppe Indizio, con la partecipazione di Paolo Trovato e Marino Biondi, per poi proseguire con le premiazioni di alcune sezioni del premio.
I vincitori delle sezioni riservate ai libri editi, tra i quali c’è Vincenzo Ursini, saranno invece premiati domenica, giorno in cui si assegneranno anche i Premi d’Onore Casentino 2026 a Roberto Cingolani (Fisico, già ministro della Transizione Ecologica), Giuseppe Indizio (Noto studioso di Dante), Paolo Giulierini (Archeologo ed etrustologo, autore di numerosi saggi), Giorgio Rombolà (Giornalista Rai con una lunga esperienza nell’informazione politica e parlamentare).
«Ricevere questo riconoscimento da una giuria così autorevole è motivo di grande orgoglio», ha dichiarato Ursini. «Il romanzo, infatti, tocca da vicino le nostre piccole realtà locali: contesti che, oggi più che mai, necessitano di nuove partenze, ma anche di prospettive di ritorno. Ringrazio quindi i giurati e la presidenza del centro “Fonte Aretusa” per aver colto nel mio lavoro temi così profondi, legati agli anni difficili ma sereni dell’infanzia, durante i quali partire e ritornare era quasi un dovere verso i propri cari».
«La Ritornanza - scrive Francesca Misasi, poetessa e docente di lungo corso - è un viaggio che si snoda tra memoria, radici, crepe e fratture dell’anima, tra voci che cercano riscatto e gente laboriosa che trasuda fatica, fame e preghiere. Gente il cui planctus, quel pianto silenzioso e senza lacrime che segna il volto di ognuno di loro, quale eterna rassegnazione, diventa antropologia dell’abbandono, emarginazione dalla storia e dalla società. Un romanzo profondo, toccante, dove tutto ha un senso logico e in cui ogni tassello della memoria si ricompone, offrendo un affascinante quadro d’insieme dove la memoria e l’identità s’intrecciano con la forza simbolica della propria terra. Pagine straordinarie abitate con il cuore, le parole e i gesti quotidiani di una gente umile, che sfrangia saggezza e povertà ma che riempie gli occhi e il cuore d’icastica purezza.
Un libro di riconosciuta importanza letteraria dove la semplicità e la caratura di una solida cifra stilistica, amplificano l’eco emozionale dove abita il tempo della memoria. I ricordi, ben strutturati e raccolti in episodi, poggiano su un fraseggio vibrante, lirico che freme tra i souvenir, come un vecchio carillon che non ci si stanca mai di ascoltare.
«Uno degli aspetti più significativi del romanzo - ha scritto Antonio Pettinato - è il contrasto tra il passato e il presente. Il protagonista, che ha vissuto a lungo in una grande città del Nord, percepisce la distanza tra due mondi: da una parte la modernità, spesso frenetica e superficiale; dall’altra la semplicità autentica del paese, dove i rapporti umani erano più veri e profondi. Il ritorno diventa quindi anche una critica implicita alla perdita di valori nella società contemporanea. In definitiva, La Ritornanza è un racconto di ritorno, di consapevolezza e di riscoperta, che invita il lettore a interrogarsi sul proprio passato e sul proprio senso di appartenenza, ricordando che, in fondo, ognuno di noi custodisce dentro di sé una “terra della memoria” a cui prima o poi sente il bisogno di fare ritorno».
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