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Vodafone rivela: telefonate e dati dei clienti sorvegliati da alcuni governi

Trentino Alto Adige

LONDRA, 6 GIUGNO 2014 - Privacy a rischio per tutti i clienti Vodafone, l'azienda britannica di telecomunicazioni che ha rivelato che alcuni governi possono accedere alla propria rete per monitorare telefonate ed acquisire dati personali, senza alcun mandato.

Ad annunciare la presenza di queste operazioni di sorveglianza tenute all'oscuro dell'opinione pubblica fino ad oggi, il quotidiano inglese The Guadian, su cui si può apprendere dell'esistenza di una rete di cavi segreti governativi collegati direttamente alla multinazionale Vodafone consentendo alle agenzia di sorveglianza di alcuni governi di ascoltare e monitorare conversazioni e di entrare in possesso di dati personali, come il numero di telefono e la posizione del cliente..

Questo sistema è, come ha dichiarato la stessa Vodafone, legale ed utilizzato da molti paesi dell'Unione Europea senza alcun bisogno di mandati. In almeno 6 nazioni, delle 29 in cui opera il colosso britannico, i governi hanno libero accesso alle reti Vodafone, senza alcun permesso, Come si legge nel report rilasciato dall'azienda: "Nella maggior parte dei paesi, Vodafone mantiene il pieno controllo operativo sull'infrastruttura tecnica utilizzata per consentire un'intercettazione legale sulla base di una richiesta avanzata in da una agenzia o da un'autorità. Tuttavia, in un piccolo numero di paesi, la legge impone che alcune agenzie e autorità specifiche debbano avere accesso diretto alla rete di un operatore, bypassando qualsiasi forma di controllo operativo da parte dell'operatore sull'intercettazione". [MORE]

L'Italia risulta essere la nazione che inoltra più richieste di accesso a dati e "metadati" degli utenti Vodafone tra i 29 in cui essa opera. Nel nostro paese, secono alcune stime, sono avvenute ben 605mila richieste di informazioni su indirizzi, numeri di telefono, localizzazione del telefono cellulare, orari e contenuto dei messaggi nel 2013. Il motivo? Sul The Guardian si legge: "In Italia, dove la presenza della mafia richiede una alto livello di intrusioni di polizia Vodafone riceve 606.000 richieste di metadati. Il numero di richieste è più alto che in ogni altra nazione".

Una situazione, quella rivelata dalla stessa Vodafone, che mette a serio rischio la privacy di milioni di utenti in tutto il mondo e che va arginata quanto prima. Come ha dichiarato Stephen Deadman dell’ufficio privacy di Vodafone: “Esistono questi cavi. Il modello di accesso diretto esiste. Stiamo chiedendo che venga fermato questo accesso diretto utilizzato dalle agenzie governative per ottenere i dati sulle comunicazioni delle persone”, staccando i cavi e scoraggiando "le agenzie e le autorità a insinuarsi nelle infrastrutture di comunicazione di un operatore senza un mandato legittimo".

Deadman insiste sull'obbligo, da questo momento in poi, per tutti gli Stati di pubblicare annualmente i dati sulle richieste emesse, di qualsiasi tipo: chiamate, messaggi, orari, localizzazione degli utenti. 

Valentina D'Andrea