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Zoom sulla Serie A - Venticinquesima giornata

Vanna Chessa
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CAGLIARI, 24 FEBBRAIO 2014 – La venticinquesima giornata è quella del Derby della Mole; vince la Juventus, anche se il Torino protesta giustamente per un rigore non concesso dopo un fallo di Pirlo. I bianconeri rimangono così in vetta alla classifica con 66 punti, a +9 sulla Roma, che ha battuto il Bologna in trasferta. Napoli-Genoa e Parma-Fiorentina giocheranno solo questa sera nel doppio posticipo del lunedì. A San Siro l’Inter pareggia con il Cagliari e il Verona, intanto, continua a vincere, stavolta in casa del Livorno. Il Milan conquista una buona vittoria in casa della Sampdoria, mentre la Lazio, nel posticipo di domenica sera, sconfigge il Sassuolo in un Olimpico in piena contestazione contro il presidente Lotito. Successo casalingo per il Chievo, che al Bentegodi rifila due reti al Catania; al Friuli, invece, finisce in pareggio la sfida tra Udinese e Atalanta.

Contro il Torino la Juventus si aggiudica il sesto derby consecutivo grazie a una rete di Carlitos Tevez. Nonostante i granata chiudano bene gli spazi e provino a ripartire per far male ai bianconeri in contropiede, alla lunga le fitte trame della Vecchia Signora riescono a produrre il risultato sperato; al 30° minuto, Tevez, servito poco fuori dall’area da Asamoah, riesce a girarsi e calciare in un attimo trafiggendo Padelli sul primo palo. La squadra di Conte prova ad addormentare la partita e a gestire il vantaggio aspettando il Toro con tutta la formazione ben schierata in campo; gli uomini di Ventura cercano il pareggio con caparbietà, ma non trovano un varco nella muraglia bianconera. Al 79° il Torino recrimina per un rigore non concesso dopo lo sgambetto in area di Pirlo ai danni di El Kaddouri, un episodio chiave che avrebbe potuto significare il pareggio dei granata.

Al Dall’Ara, contro il Bologna, la Roma si aggiudica l’anticipo del sabato. I rossoblù sono carichi e Bianchi prova subito il pallonetto per mettere in difficoltà De Sanctis, davvero abile a salvare la propria porta. Sul fronte opposto i giallorossi sfiorano il vantaggio con Destro che, dal limite dell’area, colpisce il palo alla sinistra del portiere, con la palla che danza sulla linea prima di sfiorare l’altro palo e spegnersi sul fondo. La squadra di Garcia non si perde d’animo e al 37° trova il goal della vittoria con Nainggolan, alla prima rete con la maglia della Roma: dalla sinistra Pjanic, servito da Gervinho, confeziona un assist perfetto a centro area per l’ex centrocampista Cagliari, che col piattone piazza il pallone sotto la traversa. I padroni di casa hanno alcune opportunità per pareggiare con Lazaros Christodoulopoulos e Mantovani, mentre i capitolini rispondono con Nainggolan, Taddei e Gervinho, a cui viene giustamente annullato un goal in fuorigioco.

Finisce in pareggio il match di San Siro tra Inter e Cagliari. Dopo le due occasioni, una per parte, non sfruttate da Samuel e Vecino, i rossoblù sbloccano il risultato su rigore con Pinilla al 40°; l’arbitro assegna il penalty a favore degli ospiti per un nitido fallo di mano in area di Juan Jesus che, già ammonito, non riceve il secondo giallo dal direttore di gara perché il tocco sarebbe stato involontario. Poco prima dell’intervallo, Avramov para un tiro interista dalla distanza e poi blocca la palla prima che Alvarez possa tentare il tap-in da distanza ravvicinata. Al 46° entra Icardi e sei minuti dopo, quando Nagatomo crossa dalla destra, è proprio l’argentino, appostato sul secondo palo, a offrire la sponda vincente a Rolando, abile a insaccare a pochi centimetri da Avramov. La squadra di Diego Lopez potrebbe raddoppiare, ma Cossu non concretizza calciando alto; complici gli infortuni di Adryan e Cossu, l’attacco sardo si rivela sterile e impreciso. Sul fronte opposto, i padroni di casa ci provano con Guarin, Palacio e Icardi, che anticipa Avramov e colpisce la traversa; qualche protesta della squadra di Mazzarri, che avrebbe voluto un rigore per un successivo scontro tra Icardi e due difensori rossoblù.

L’Hellas Verona si impone in casa di un Livorno che fallisce la rimonta dopo essere andato sotto di tre reti. Gli ospiti partono benissimo, ci provano con Toni e Donadel e possono recriminare per un duro fallo in area di Castellini al 20°. I gialloblù riescono comunque a sbloccare il risultato al 33° con Jankovic, il cui tiro cross teso finisce dritto in porta sorprendendo il portiere che si aspettava invece una deviazione di Toni. Passano appena nove minuti e arriva il raddoppio, grazie a un contropiede innescato sulla destra dall’inarrestabile Iturbe, che ruba palla a un avversario sulla linea del fallo laterale, scatta in avanti e serve Toni, subito pronto a confezionare un passaggio perfetto per l’accorrente Romulo, a sua volta bravissimo a trafiggere Bardi in uscita. Centoventi secondi più tardi, poco prima dell’intervallo, ci pensa Luca Toni a firmare lo 0-3 su assist del solito Iturbe. Il risultato sembrava ormai in cassaforte, ma nella ripresa i livornesi hanno una reazione d’orgoglio e al 71° accorciano le distanze con Paulihno, che dopo essersi liberato di Donadel, lascia partire un bolide imparabile che buca il portiere avversario. Un minuto dopo arriva anche il 2-3 con Greco, che inventa un sinistro a giro dal limite che finisce nel sette.

A Marassi il Milan rifila due reti alla Sampdoria e porta a casa i tre punti. La prima rete la firma Taarabt al 12° quando, dopo aver tentato la conclusione di testa sul cross dalla destra di Rami, trova il tap-in vincente da due passi sulla ribattuta corta del portiere. I blucerchiati non monetizzano con Eder e Gabbiadini, murati da Amelia, mentre i rossoneri non pungono con Honda, Muntari e Saponara. Al 58°, sugli sviluppi di un corner dalla destra, Pazzini vola e si scontra con Da Costa, che cade a terra mentre la sfera passa dritta e finisce tra le grinfie di Rami, bravo a realizzare il secondo goal insaccando di testa a porta vuota. L’arbitro convalida la rete nonostante i calciatori della Samp evidenzino il fallo subito un attimo prima dal portiere. Liguri in dieci dal 73° a causa dell’espulsione di Maxi Lopez.

Contro il Sassuolo, la Lazio sblocca il risultato al 35° con Radu, che da oltre trenta metri calcia uno straordinario siluro imparabile che finisce sotto l’incrocio. Intanto il presidente Lotito, scortato dalla Digos per evitare possibili aggressioni, viene contestato con fischi e cartelli che lo invitano a cedere la squadra. Al 72° i neroverdi pareggiano con Floccari, che realizza il goal dell’ex sugli sviluppi di un’azione offensiva avviata dall’errore di Ledesma, che si fa soffiare la palla da Berardi. La Lazio si vendica un minuto dopo, quando Gonzales recupera palla a centrocampo e lancia Klose che non sbaglia davanti a Pegolo in uscita. Al 79° gli uomini di Malesani riescono a pareggiare su calcio piazzato grazie alla punizione strepitosa di Floro Flores, che supera la barriera e finisce all’incrocio. La gara non smette mai di regalare emozioni e all’83° arriva la rete che vale i tre punti; la firma Radu, il cui tiro-cross prima di finire nel sacco non viene intercettato da Candreva, ma solo sfiorato da Cannavaro.

Allo Stadio Friuli è l’Atalanta ad aprire le danze; dopo il palo colpito da Bonaventura in avvio di gara, al 24° arriva il goal di Brivio, che è libero di ricevere il cross di Raimondi e di trafiggere Scuffet spedendo la palla in rete. Al 28° Yepes spreca la chance per raddoppiare e si va a riposo sullo 0-1. Al 70° della ripresa Stendardo atterra Di Natale in area e il direttore di gara assegna un penalty che il capitano dell’Udinese realizza agguantando così il pari. All’84° sfiorano il goal della vittoria con Cigarini, il cui destro dalla distanza di stampa sulla traversa.

Al Bentegodi il Catania tiene impegnato Agazzi con i tiri di Lodi, Izco, Castro e Bergessio, mentre il Chievo, dopo le opportunità non monetizzate da Paloschi e Guarente, riesce a portarsi sull’uno a zero con Thereau; dagli undici metri il francese trasforma il rigore fischiato ai clivensi per un fallo di mano in area di Alvarez. Gli etnei non si scoraggiano e cercano il pareggio con Peruzzi e Alvarez, ma al 68° i gialloblù raddoppiano con Rigoni che, servito al meglio in area da Hetemaj, stacca più alto di tutti e di testa supera Andujar con un pallonetto. [MORE]

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Scritto da Vanna Chessa

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