Armonie d’Arte, in prima assoluta “Il Modo tuo d’Amare”: a Soverato
Armonie d’Arte, in prima assoluta “Il Modo tuo d’Amare”: a Soverato un inedito viaggio di teatro e musica sull’essenza dell’amore sano e sui sentieri della libertà interiore
Sabato 12 settembre, nella suggestiva cornice naturale dell’Orto Botanico di Soverato, prende vita la nuova e attesa coproduzione tra Dracma – Centro di Produzione Teatrale e Fondazione Armonie d’Arte. Un’opera intensa e colta che intreccia le liriche di Pedro Salinas, l’epistolario con Katherine Whitmore e la più nota e amata canzone d’autore.
In scena l’attrice Giusi Lo Schiavo e la raffinata voce del cantautore Barreca, guidati dalla regia di Claudio Zappalà e sostenuti dalle architetture sonore eseguite dal vivo da un trio d’eccezione.
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Nel percorso artistico e culturale disegnato da Armonie d’Arte, fondato e diretto da Chiara Giordano,teso a coniugare la forza evocativa dei luoghi con la ricerca dei grandi nodi del pensiero e dell’anima contemporanea, si inserisce uno degli appuntamenti concettualmente ed emotivamente più densi dell’intera stagione.
Sabato 12 settembre 2026, alle ore 22.00, lo scenario dell’Orto Botanico di Soverato diventerà lo spazio d’elezione per la prima assoluta dello spettacolo “IL MODO TUO D’AMARE”.
La coproduzione, firmata da Dracma – Centro di Produzione Teatrale della Calabria e Armonie d’Arte, si presenta come una creazione multidisciplinare della durata di ottanta minuti, pensata per spalancare una riflessione profonda sui linguaggi dell’affettività attraverso la perfetta fusione tra Prosa, Poesia e Canzone d’autore.
L’architettura drammaturgica dello spettacolo affonda le sue radici e la sua linfa vitale nello studio attento e partecipe di uno dei vertici della lirica amorosa del Novecento: la celebre raccolta poetica La voce a te dovuta di Pedro Salinas e l’intimo, svelante carteggio epistolare intercorso tra il poeta spagnolo e l’americanista Katherine Whitmore, donna rimasta nella storia della letteratura mondiale come la sua grande musa ispiratrice.
Partendo dai contorni reali, complessi e umani di questa relazione, la pièce sceglie di superare il dato biografico per addentrarsi in una disamina quanto mai attuale: la necessità di distinguere la bellezza del sentimento autentico dalle forme striscianti della dipendenza affettiva, dell’ossessione e delle dinamiche tossiche che troppo spesso inquinano i rapporti umani.
Lo spettacolo dà voce ed incarnazione al vissuto di tre donne appartenenti a tre generazioni diverse, ciascuna impegnata a ricucire il proprio strappo con la vita e con l’altro. Attraverso il loro sguardo e la loro evoluzione, si compie un cammino di liberazione interiore volto a liberare il sentimento dall’ipertrofia dell’ego, dalla pretesa del possesso e dalla trappola del dolore superfluo. Non si tratta di rinnegare l'amore romantico né l'incanto di smarrirsi nell'altro, bensì di denudare il sentimento dalle sovrastrutture e dagli stereotipi ingannevoli, per riscoprirne la sola essenza pura e luminosa. Un percorso non privo di sofferenza e di dura comprensione, ma indispensabile per acquisire gli strumenti conoscitivi ed emotivi con cui ritrovare se stessi, custodendo il rispetto della propria identità anche dentro la vertigine della passione.
Sul piano scenico ed espressivo, la narrazione vive del dialogo continuo tra l’interpretazione drammatica di Giusi Lo Schiavo e la cifra interpretativa del musicista Barreca (Domenico Barreca), artista calabrese e voce tra le più eleganti della nuova canzone d’autore e del pop di ricerca.
La voce recitata e quella cantata si alternano e si compenetrano organicamente con una partitura musicale eseguita interamente dal vivo da un trio di grande perizia tecnica ed emotiva, composto da Riccardo Anastasi al pianoforte, Alberto Catania alle percussioni e Davide Sergi al contrabbasso. Il repertorio, tessuto insieme alla drammaturgia, spazia da brani inediti ad attente riletture di pagine storiche dei grandi cantautori italiani, sfruttando la naturale capacità della canzone di agire in profondità sull'emotività e sull'intelletto dello spettatore.
La regia e la concezione dell’allestimento portano la firma di Claudio Zappalà, regista, attore e drammaturgo catanese cresciuto artisticamente alla Scuola dei Mestieri dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo sotto la guida di Emma Dante e già vincitore del prestigioso Premio Cendic-Segesta.
Per Il modo tuo d’amare, Zappalà ha concepito una messa in scena essenziale, rigorosa e fortemente simbolica, concepita per dialogare con lo spazio e con la percezione del pubblico. Il disegno luci assume un ruolo drammaturgico fondamentale, isolando i corpi e le storie per conferire al racconto un respiro a tratti cinematografico, che attinge ai codici visivi dei videoclip musicali ma si scioglie, nei momenti chiave, in un dialogo teatrale diretto, caldo e intimo con la platea.
L’opera si avvale del talento e del background di figure artistiche dal profilo tra i più interessanti della scena attuale. Il regista Claudio Zappalà, fondatore del collettivo Barbe à Papa Teatro, vanta allestimenti accolti con grande favore in contesti nazionali e internazionali come il Festival Off d’Avignon in Francia e il Festival Méditerranéen de Théâtre in Tunisia, oltre alla pubblicazione delle sue opere drammaturgiche e a un'intensa attività pedagogica al fianco di maestri della scena contemporanea. Il cantante Barreca – laureato in Musica, Spettacolo e Tecnologia del Suono, specializzato in canto pop/rock e già Premio Migliore Nuova Proposta a Fatti di Musica e finalista al Premio De André – porta in dote un percorso artistico costellato di collaborazioni eccellenti, da Peppe Voltarelli a Mauro Ermanno Giovanardi, da Violante Placido a Neri Marcorè, Alberto Fortis e Mariella Nava, unito a significative presenze radiotelevisive nei palinsesti RAI.
Con la presentazione in prima assoluta di Il modo tuo d’amare, Armonie d’Arte rinnova la propria missione fondante: sostenere la nuova produzione dello spettacolo dal vivo, favorire l'incontro tra le arti, compresa la grande letteratura, e la contemporaneità dei linguaggi scenici, ed offrire al pubblico momenti di profonda partecipazione civile e poetica, dove la bellezza dell'arte diventa strumento di consapevolezza e di crescita umana.
“Alla fine di un’estate che ci ha reso assai soddisfatti e felici per la grande partecipazione e l’entusiasta consenso registrato, anche di pubblico turistico e internazionale – dichiara il direttore artistico Chiara Giordano - chiudere la programmazione prevista a Soverato con un lavoro così intenso ma anche così intimo, è come un gesto di raccoglimento, intorno a tematiche forti ma trattate con grande sobrietà e poesia. Uno spettacolo da conservare nel cuore, su cui riflettere nel tempo, in linea con Armonie d’Arte che sempre più desidera non proporre solo entertainment per quanto di qualità, ma anche ragioni culturali che nella creatività contemporanea trovino alleata per favorire il dibattito etico ed estetico come strumento di crescita individuale e collett
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