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Biotestamento. Sì della Camera. Englaro "è una legge incostituzionale"

Lazio

Roma, 14 luglio 2011 – Ci sono voluti cinque mesi di dibattito, ma alla fine la Camera ha deciso di approvare la legge sulle Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento). Ora il provvedimento dovrà tornare all’esame del Senato per il “pass” definitivo. Per capire nei dettagli il fine della legge bisogna fare un passo indietro, e precisamente nel 2008, quando sull’onda del caso “Eluana Englaro” nasce il testo che vuole fissare alcuni principi normativi tesi a chiarire il rapporto medico-paziente e le scelte terapeutiche. [MORE]Dopo anni di lotte, gridando alla libertà decisionale, a far discutere è oggi l'articolo 3 del provvedimento, il quale prevede che sulla sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale non conta la volontà del paziente, l’ultima parola sul “fine vita” spetta al medico. Altro punto saliente, riguarda la sospensione della nutrizione e dell’idratazione, possibili solo se il paziente ha un'accertata assenza di attività cerebrale.
L’argomento divide le forze politiche. La maggioranza è esultante, visto l’aggiungersi del voto favorevole dell'Udc, mentre Pd e Idv partono all’attacco. Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani è persuaso che: "Se il Senato confermerà il provvedimento della Camera, non sarà più possibile decidere della propria vita. Per tutti noi hanno deciso Udc, Lega e Pdl, meschine comparse di un film scritto in Vaticano". Dichiara il segretario: "Con la legge 40 hanno rubato la vita e la libertà di ricerca scientifica, con la legge Calabrò ci rubano anche la morte. Questi moderni aguzzini vogliono, attraverso il sondino di Stato imposto per legge, disinnescare le conquiste di libertà che Piergiorgio Welby e la famiglia Englaro hanno assicurato agli italiani con la loro lotta". Vendola, dal canto suo, parla di "legge disumana " e continua: “L'obbligo di soffrire per legge non è umano, non è dignitoso. Ѐ una legge che sottrae agli italiani la libertà di decidere sulla propria vita, che chiede ai medici non di curare, ma di costringere alle cure", dice il leader di Sinistra e libertà. “E' una legge-schifezza", è invece il pesante commento di M. Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale. Per Livia Turco, componente Pd, "La legge della destra sul fine vita è arcigna, autoritaria e proibizionista. Nel dibattito alla Camera la maggioranza ha gettato la maschera ed è chiaro a tutti che siamo davanti a un imbroglio per i cittadini e i medici". Mentre, Ignazio Marino del Pd guarda già a settembre, quando la legge arriverà in Senato: "Se il ddl sul biotestamento sarà licenziato in via definitiva, partirà una raccolta firme per arrivare a un referendum che abroghi una legge inaccettabile". Rosy Bindi, presidente del Pd, aggiunge con polemica: "Se prima le Dat non erano regolate, adesso sono impedite". Ma la voce che fa più effetto, è quella di un uomo comune, che ha vissuto sulla propria pelle le sofferenze della figlia, Beppino Englaro: "Si tratta di una legge incostituzionale, che va nella direzione opposta rispetto ai principi costituzionali - dice il papà di Eluana - L'autodeterminazione terapeutica non può incontrare un limite anche se ne consegue la morte,che non ha niente a che vedere con l'eutanasia. Nessuno, né lo Stato né un medico può disporre della salute di un cittadino".
 

Tiziana Marzano