Bologna, sciopero del pasto nelle scuole: lunedì 5 maggio la protesta
BOLOGNA, 3 MAGGIO 2014 – Alcuni mangeranno un panino in classe, altri nel cortile della scuola, per strada o nei parchi insieme ai genitori che hanno organizzato dei pic nic. Ci sarà chi tornerà a casa per pranzo per poi riandare tra i banchi nel pomeriggio. Tutto questo è lo sciopero organizzato dalle famiglie contro Seribo, la società che gestisce le mense scolastiche, e si terrà lunedì 5 maggio nelle scuole del bolognese, materne e elementari. La protesta, promossa Osservatorio mense, è nata per chiedere maggiori garanzie sulla qualità del cibo, per contestare le tariffe (in quanto tra le più care d'Italia), e per ottenere un nuovo centro pasti nel breve periodo.[MORE]
Ma dal quartiere Santo Stefano è già partita una lettera dei servizi scolastici che polemizza sull'iniziativa: “Non si può fare, è diseducativo. E poi la protesta altera il funzionamento della scuola”. Dai quartireri arrivano le mediazioni, va bene il panino soltanto se in quella sezione tutti i bimbi fanno sciopero, altrimenti chi protesta deve portar via il proprio figlio durante la pausa pranzo. Così i genitori stanno organizzando dei pic-nic collettivi intorno alle 11:45 in modo da far rientrare i piccoli entro le 13. Questo avverrà in diverse materne, al San Vitale, per esempio, saranno interessate le Betti, le Zamboni e l’Anna Frank; al Porto le Andersen e le Dall’Olio; a Borgo Panigale le Gallon; al Saragozza le Arco Guidi e la Cantalamessa.
La protesta dei genitori si fa spazio anche nei social network, infatti i bollettini con le adesioni circolano su Facebook. Alle elementari i presidi hanno dato il via libera negli istituti 4 e 5 al Navile, al 20 di Santo Stefano, all'Ic 8 e 12. Ma c'è anche chi posta filastrocche o minaccia denunce se sarà impedito al proprio figlio di mangiare il panino preparato a casa. Alle materne, per chi non potrà partecipare, viene suggerito di scrivere al quartiere: “Avrei aderito allo sciopero se il Comune mi avesse consentito di supplire al servizio mensa così come lo consente quando suoi operatori o di Seribo esercitano il loro diritto allo sciopero e al dissenso”.
Le famiglie e l'Osservatorio bocciano la presa di posizione del Comune: “Come famiglie non possiamo che prendere atto della posizione ostruzionistica. Ancora una volta, la protesta dei genitori viene definita “diseducativa”, mentre analoghe situazioni di agitazione da parte dei dipendenti Seribo e del personale insegnante” spiegano in un comunicato “sono sempre state accettate senza rimostranze da parte dei genitori, che da un lato raccolgono anche le lamentele degli insegnanti che usufruiscono della mensa e dall'altro sono invece considerati solamente quando si tratta di fornire carta e colori”.
Immediata la replica del Comune che “non fa e non farà nessun boicottaggio, ma ha comunque l’obbligo di garantire la refezione nelle sue scuole e quelle dello Stato e una giornata tranquilla e serena perchè i bambini non debbano risentire delle possibili conseguenza negative di questa iniziativa”, spiega a Radio del Capo l'assessore alla scuola Marilena Pillati. “Non comprendo del tutto le ragioni, perché la Commissione mensa lavora anche grazie al contributo dei genitori e abbiamo ottenuto risultati concreti in questi mesi che influenzeranno il futuro del servizio: più biologico, un nuovo centro pasti messo nel piano investimenti del 2014, le stoviglie in ceramica, menù più equilibrati”. Mentre sulla tariffa, “è sperimentale e non è vero che è tra le più care d'Italia, perchè i confronti vanno fatti con le tariffe a forfait e a consumo e anche con le esenzioni e gli sconti, che a Bologna ci sono”.
A sostegno della protesta, invece, ci sono Usb e Cobas. I bidelli e gli insegnanti aderenti all'Usb daranno infatti una mano lunedì alla riuscita dello “sciopero del pasto”, mentre i Cobas, come scrivono nel volantino, sostengono lo sciopero in quanto sono dell'idea che la mensa scolastica sia solo un modo per fare quattrini, mentre un coinvolgimento diretto dei genitori potrebbe soltanto migliorare la qualità dei servizi.
Stefania Putzu
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