Bologna: Uomo sale su una gru e minaccia suicidio "sono senza lavoro"
BOLOGNA, 23 SETTEMBRE 2013 - Attimi di tensione questa mattina in pieno centro bolognese, in Via Oberdan, dove un uomo – Antonio, di 37 anni , ex operaio edile, con moglie e figlia di 4 anni -si è arrampicato sul punto più alto della gru, ha appeso uno striscione ed ha minacciato di buttarsi giù. [MORE]
"Sono italiano, pago le tasse. Senza lavoro cosa rimane ai nostri figli?" Queste le parole scritte sullo striscione, poi la voglia di dimostrare a "qualcuno" quello che aveva causato facendogli perdere il lavoro, ma grazie al contributo delle Forze dell'Ordine, le quali hanno agito sin dal principio colloquiando con lui da un tetto limitrofo per non far sì che si arrivasse al peggio, tutto è andato a buon fine. Intorno alle 13:30 l'uomo, dopo un'intera mattinata passata in bilico tra la vita e la morte, ha scelto la prima ed è sceso dalla gru.
Questi sono i figli che partorisce la nostra Italia e le tragedie cresciute dal nostro governo. Questo succede quando ad un uomo, come Antonio, viene tolto tutto: il lavoro, le certezze e la propria dignità. Che pur di farsi notare, in questo paese dove si brancola nel buio, si è disposti a tutto, anche salire su una gru ed urlare la propria disperazione. E poco conta se «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», come sancisce l’Art. 1 della nostra Costituzione.
Rossella Assanti
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