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Continuano le indagini su Mafia Capitale: spunta un nuovo Libro Nero

Dino Buonaiuto
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Continuano le indagini su Mafia Capitale: spunta un nuovo Libro Nero
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 ROMA, 10 DICEMBRE 2014 – Novità sull'inchiesta Mafia Capitale: durante le perquisizioni in un'abitazione appartenente a un collaboratore di Salvatore Buzzi, è stato trovato un nuovo “libro nero”, utilizzato per tracciare una contabilità parallela; un mare di soldi che entravano e uscivano dalle cooperative, con nomi cifrati che i carabinieri stanno cercando di decifrare, ma che con molta probabilità dovrebbero essere collegati a tutte le figure di politici e funzionari pubblici della rete di Mafia Capitale.

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Restano dubbi su tante intercettazioni

Le indagini nel frattempo proseguono, cercando di fare sempre più luce su tutta l'organizzazione. Gli inquirenti stanno svolgendo i dovuti accertamenti per decifrare e confermare i vari codici e le varie ipotesi. Dalle intercettazioni emergono anche numerosi dubbi sui nomi fatti dai vari membri della rete: in una telefonata ad esempio si sente Luca Odevaine e Carmelo Parabita, e il primo spiega di essere stato contattato da un sindaco di Catania, «ho trovato la telefonata del sindaco di Ramacca... è per la gara (forse di Mineo, ndr)», e Parabita replica, «secondo me ha bisogno di qualche contatto qua a Roma, con i ministeri […] non ci saranno altre offerte, cioè... si so' tenuti tutti alla larga da Mineo perché è troppo complessa»; e Odevaine: «a me m'ha detto Salvatore Buzzi che è andato a parlare dalla Finocchiaro, e la Finocchiaro gli ha detto 'lascia perde, quella gara è già assegnata'». Non è chiaro dunque se si parla dell'ex capogruppo al Senato del PD.

Fondazioni e tangenti

La copertura per i pagamenti, che di solito avveniva in contanti, era rappresentata dalle fondazioni, molte delle quali fanno capo direttamente ai principali indagati. Panzironi sarebbe il fondatore della “Nuova Italia”, ma anche socio della “Alcide de Gasperi”, nella cui sede si ritiene avvenissero gli incontri tra Buzzi e Panzironi, e dove venivano consegnate le tangenti all'ex amministratore pubblico – stando a un'informativa dei Ros. La sede è tra l'altro a due passi da quella della Nuova Italia, dove si presume che Odevaine raccogliesse tangenti per l'ex sindaco Gianni Alemanno.

Foto: huffingtonpost.it

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Scritto da Dino Buonaiuto

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