NAPOLI, 13 DICEMBRE 2013 - (Riceviamo e pubblichiamo) “Reputo che non aiuti molto a risollevare le sorti di un settore certamente in crisi, come tutti gli altri, qual è quello del terziario commerciale, continuando a diffondere, anche da parte di rappresentanti istituzionali o di categoria, le solite litanie di chiusure di esercizi generate dal solo caro affitti o continuare a strombazzare di un quartiere collinare trasformato nella lavanderia di danaro sporco o riciclato, senza mai fare nomi e cognomi – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione -. In un quartiere peraltro dove, come ho segnalato alcuni giorni addietro, non si è riusciti, nonostante diversi tentativi, né da parte delle istituzioni né da parte delle rappresentanze di categoria, a costituire un’associazione antiracket. Perché?“.
“Delle due l’una o il racket non esiste al Vomero o i commercianti hanno paura di parlare – continua Capodanno -. In quest’ultimo caso sarebbe il caso che a darsi da fare fossero coloro che li rappresentano invece di continuare nei soliti lamenti ogniqualvolta che un negozio chiude“. [MORE]
“Anche perché per ogni negozio che chiude se ne apre un altro – puntualizza Capodanno -. Proprio ieri sera nella centralissima via Scarlatti è stato inaugurato CHIPSTAR un punto vendita dove mangiare esclusivamente patatine fritte. Inoltre nella stessa via sono in fase di allestimento altri due negozi e nei giorni scorsi ha aperto pure un negozio di abbigliamento“.
“Se poi chiude un bar, in un’area dove negli ultimi tempi hanno aperto una decina di esercizi simili che vanno a gonfie vele – prosegue Capodanno -, questo non necessariamente va attribuito ad un caro affitti, che peraltro non lievitano da un giorno ad un altro, ma può dipendere da altri fattori, come quello che sta capitando a numerosi esercenti in questi giorni di vedersi recapitare una cartella per la TARES anche di diverse migliaia di euro, oppure nell’incapacità di adattarsi tempestivamente alle esigenze di un mercato che è in continua evoluzione con consumatori che richiedono sempre più prodotti specifici o di nicchia. Ancora in via Scarlatti da pochi giorni è sbarcato un Apple Store e fuori all’ex FNAC ci sono centinaia di persone in fila in occasione degli eventi“.
“E se – sottolinea Capodanno -, dietro la presunta crisi del commercio al Vomero ci fosse solo l’incapacità degli Enti preposti e delle associazioni di categoria, di dare un valido supporto ad un settore comunque vitale, con iniziative concrete, che non si limitino alle quattro luci natalizie nelle solite strade o a consigliare la ditta conoscente per l’installazione delle luminarie a pagamento a coloro che non hanno avuto la ventura che le strade dove si aprono i loro esercizi venissero addobbate a cura e spese dell’amministrazione comunale col contributo della camera di commercio?".
“Invece di rievocare la morte di qualche commerciante che andava sostenuto, oltre che con iniziative di tipo economico anche con il necessario supporto psicologico, o di dare addosso a presunti immobiliaristi, trattandosi perlopiù di proprietari di singoli locali con affitti bloccati da anni, occorre cominciare ad assumere un atteggiamento propositivo, rimboccandosi le maniche e svolgendo il ruolo per il quale ci si è proposti – conclude Capodanno -. In caso contrario ci si può sempre mettere da parte prima che lo facciano gli altri. Personalmente auspico che nel territorio della municipalità Vomero-Arenella, che rappresenta la più grande realtà commerciale della Regione e, sicuramente, una delle più importanti di tutto il Paese, con oltre duemila esercizi commerciali a posto fisso, alcuni dei quali della grande distribuzione, venga rilanciata al più presto, con un iniziativa della CONFCOMMERCIO, una forte presenza del centro commerciale naturale con un presidente e un direttivo che, invece di piangersi addosso, rilancino la vocazione commerciale del territorio con proposte ed iniziative concrete confrontandosi ed interfacciandosi con il Governo nazionale, con la Regione Campania e con il Comune di Napoli“.
(notizia segnalata da Gennaro Capodanno)
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