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Crocifisso nelle aule: vittoria del Vaticano

Caterina Gatti
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Crocifisso nelle aule: vittoria del Vaticano
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Roma, 18 marzo - La Corte Europea ha espresso la sua sentenza circa l'esposizione del crocifisso nelle scuole: "se è vero che il crocifisso è prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l'eventuale influenza che l'esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni. Quindo no al divieto di appendere il simbolo sacro nei luoghi di istruzione pubblici. [MORE]

La Santa Sede esprime 'soddisfazione' nelle scuole, considerandola una sentenza "assai impegnativa e che fa storia", sopratutto per essere emanata in questo particolare momento. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto: "oggi ha vinto il sentimento popolare dell'Europa", anche se non sono mancate le polemiche dell giudice 'anticrocifisso' Luigi Tosti, che ha commentato questa decisione denunciando irregolarità procedurali "mi sembra abbastanza grottesca. Ci sono state pressioni fortissime sulla Corte".

Ma l'entusiasmo percorre noin solo le fila ecclesiastiche: la Lega Nord al Parlamento europeo ha espresso "grande soddisfazione" per la sentenza della Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo che, assolvendo l'Italia dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche, ha sancito "un'altra vittoria delle radici cristiane dell'Italia", radici che gli eurodeputati leghisti si augurano "ritrovi presto anche l'Europa". "Si è tenuto conto dei sentimenti cristiani che ci rappresentano e del diritto alla libertà religiosa di cui l'esposizione dei simboli religiosi rappresenta un'importante espressione", ha dichiarato l'onorevole Oreste Rossi, firmatario della memoria che l'Alliance Defence Found, un'organizzazione di legali a a favore della libertà religiosa nel mondo, aveva presentato lo scorso giugno, dinanzi alla Grande Camera della Corte europea, a sostegno del ricorso del governo italiano, contro la sentenza pronunciata dalla suddetta Corte sul caso Lautsi vs Italia, il 3 novembre 2009.


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Scritto da Caterina Gatti

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