La Svizzera dice no alla neutralità perenne: bocciata l'iniziativa dell'UDC
La Svizzera ha scelto di non blindare la propria neutralità nella Costituzione. Alle urne, circa il 70% degli elettori ha respinto l'iniziativa popolare promossa dall'UDC, il partito di destra nazionalista, che mirava a sancire la neutralità "perenne" del Paese.
La proposta bocciata
L'iniziativa, se approvata, avrebbe vietato alla Svizzera di aderire o cooperare con alleanze militari come la NATO e di imporre sanzioni a Stati coinvolti in conflitti, fatta eccezione per quelle decise dal Consiglio di sicurezza dell'ONU. Una modifica costituzionale che avrebbe vincolato la politica estera elvetica per gli anni a venire.
Un voto che conferma la linea del governo
Il risultato delle urne rappresenta una netta conferma della linea seguita dal governo e dalla maggioranza dei partiti, che hanno sostenuto la necessità di mantenere una certa flessibilità in materia di politica estera e di sicurezza. La popolazione ha quindi preferito non irrigidire ulteriormente il principio di neutralità, già storicamente radicato ma non assoluto.
Le reazioni politiche
La sconfitta dell'iniziativa UDC è stata accolta con soddisfazione dalle forze politiche contrarie, che avevano messo in guardia sui rischi di un isolamento internazionale. Dall'altra parte, i promotori hanno annunciato che continueranno a battersi per difendere la neutralità svizzera, considerata un pilastro identitario del Paese.
Il voto di domenica dimostra ancora una volta come la Svizzera tenga alla propria indipendenza, ma preferisca gestirla con pragmatismo, senza vincoli costituzionali troppo rigidi.
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