Carburanti oggi, petrolio in calo: prezzi di benzina e diesel in Italia, novità Eni
Il Brent scende a 104 dollari e il WTI si avvicina a quota 92. Intanto, gli automobilisti italiani continuano a pagare prezzi elevati alla pompa. Dal 28 settembre Eni introdurrà un limite massimo per benzina e gasolio, con possibili risparmi per famiglie e imprese.
Il prezzo del petrolio torna a scendere sui mercati internazionali, ma in Italia il costo dei carburanti continua a pesare sui bilanci delle famiglie. Domenica 27 settembre 2026, le ultime quotazioni disponibili mostrano una flessione del greggio, mentre i prezzi medi di benzina e gasolio restano elevati, soprattutto sulla rete autostradale.
A rendere particolarmente importante questa fase è l'annuncio di Eni, che ha deciso di introdurre dal 28 settembre un tetto massimo ai prezzi dei carburanti commercializzati attraverso la rete Enilive.
La misura prevede un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, inizialmente per 30 giorni, con possibilità di proroga fino alla fine del 2026.
L'iniziativa arriva in un momento caratterizzato da forti oscillazioni del mercato energetico, tensioni geopolitiche e difficoltà nell'approvvigionamento dei prodotti raffinati.
Petrolio oggi, 27 settembre: Brent e WTI chiudono la settimana in ribasso
Le ultime contrattazioni disponibili, relative a venerdì 25 settembre, hanno registrato una flessione delle quotazioni petrolifere. Essendo domenica, i valori rappresentano la chiusura dell'ultima seduta e non nuove contrattazioni del 27 settembre.
Quotazioni alla chiusura del 25 settembre 2026
Petrolio Brent
104,32 $
-2,14%
Prezzo al barile
Petrolio WTI
92,57 $
-2,16%
Prezzo al barile
Quotazioni dei contratti futures di riferimento.
Il Brent, riferimento internazionale particolarmente importante per il mercato europeo, ha chiuso a 104,32 dollari al barile, mentre il WTI, principale riferimento statunitense, si è attestato a 92,57 dollari.
Il ribasso dell'ultima seduta non deve però essere interpretato come una diminuzione continua del prezzo del petrolio. Durante la settimana si sono alternate giornate di rialzo e ribasso, con oscillazioni particolarmente marcate.
L'incertezza resta elevata e gli operatori continuano a valutare l'evoluzione delle crisi internazionali e le prospettive di ripresa delle forniture.
Perché il prezzo del petrolio sta diminuendo
Tra i principali fattori che influenzano il mercato petrolifero figurano le aspettative di nuovi sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran, il recupero parziale delle esportazioni saudite e l'evoluzione dei collegamenti energetici nel Medio Oriente.
Le prospettive di un possibile dialogo diplomatico hanno contribuito ad attenuare temporaneamente i timori degli investitori. Parallelamente, la ripresa di alcuni flussi petroliferi sauditi ha alimentato le aspettative di una maggiore disponibilità di greggio.
Reuters
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La situazione rimane tuttavia complessa.
Lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare uno dei punti strategici del commercio energetico mondiale. Eventuali interruzioni del traffico marittimo, nuovi attacchi alle infrastrutture o ulteriori tensioni militari potrebbero provocare un rapido aumento delle quotazioni.
Anche il conflitto tra Russia e Ucraina rappresenta un elemento di incertezza. Eventuali sviluppi diplomatici e modifiche alle sanzioni potrebbero influenzare la disponibilità di petrolio russo sui mercati internazionali.
Un altro aspetto riguarda la differenza tra disponibilità di greggio e disponibilità di carburanti raffinati. Anche quando il petrolio diminuisce, una carenza di gasolio o difficoltà operative nelle raffinerie possono mantenere elevati i prezzi dei prodotti destinati ai consumatori.
Prezzi benzina e diesel in Italia: quanto costa fare rifornimento il 27 settembre
La situazione italiana presenta una particolarità: nonostante il recente arretramento del petrolio, benzina e gasolio continuano a registrare prezzi elevati.
Le rilevazioni nazionali disponibili alla vigilia del 27 settembre indicavano una benzina self service intorno a 2,16 euro al litro e un gasolio self intorno a 2,34 euro.
BenzinaItalia
Per comprendere meglio le differenze territoriali, è utile analizzare i dati regionali aggiornati al 27 settembre, distinguendo i prezzi praticati sulla rete ordinaria da quelli autostradali.
Prezzi medi dei carburanti nelle principali regioni italiane
Rilevazioni del 27 settembre 2026, prezzi in euro al litro
| Regione | Benzina self | Gasolio self |
| Lombardia | 2,156 € | 2,384 € |
| Piemonte | 2,152 € | 2,382 € |
| Veneto | 2,152 € | 2,364 € |
| Emilia-Romagna | 2,155 € | 2,371 € |
| Toscana | 2,160 € | 2,388 € |
| Lazio | 2,146 € | 2,358 € |
| Campania | 2,162 € | 2,365 € |
| Puglia | 2,168 € | 2,376 € |
| Calabria | 2,182 € | 2,397 € |
| Sicilia | 2,173 € | 2,394 € |
| Sardegna | 2,168 € | 2,398 € |
Regioni
Dall'analisi emerge che la Calabria presenta prezzi superiori a quelli di numerose altre regioni italiane, sia per la benzina sia per il gasolio.
Il divario territoriale dipende da diversi fattori, tra cui i costi logistici, le condizioni della concorrenza locale e le politiche commerciali adottate dai singoli distributori.
I prezzi riportati rappresentano medie regionali e non necessariamente le tariffe applicate in ogni stazione di servizio.
Prezzi dei carburanti in autostrada
Media nazionale autostradale
27 settembre 2026
| Benzina self | 2,254 €/l |
| Benzina, 50 litri | 112,70 € |
| Gasolio self | 2,459 €/l |
| Gasolio, 50 litri | 122,95 € |
| GPL servito | 0,885 €/l |
| Metano servito | 1,804 €/kg |
Medie ufficiali della rete autostradale e costi calcolati per un rifornimento di 50 litri.
Autostrade
Il confronto mette in evidenza quanto possa incidere la scelta del distributore. Per chi percorre frequentemente le autostrade, il rifornimento può comportare una spesa sensibilmente superiore rispetto alla rete ordinaria.
Eni introduce un tetto ai prezzi: benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 euro
Una delle principali novità per il mercato italiano riguarda la decisione di Eni di introdurre un limite massimo ai prezzi di benzina e gasolio attraverso Enilive.
L'intervento, annunciato il 25 settembre, entrerà in vigore lunedì 28 settembre 2026.
Dal 28 settembre
Nuovi prezzi massimi Enilive
Benzina
1,99 €
Prezzo massimo al litro
Gasolio
2,19 €
Prezzo massimo al litro
Durata iniziale: 30 giorni
Possibile proroga: fino alla fine del 2026, in funzione dell'andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
Il tetto è collegato all'agevolazione fiscale sulle accise in vigore.
Si tratta di un intervento significativo, soprattutto considerando i livelli raggiunti dai prezzi nazionali.
È importante precisare che il limite annunciato non rappresenta il prezzo già applicato il 27 settembre. L'effettivo risparmio dipenderà dal prezzo precedentemente praticato dal distributore, dalle modalità di erogazione e dalle condizioni applicabili.
Quanto si potrebbe risparmiare con i nuovi prezzi Eni
Considerando come termine di paragone le medie nazionali della vigilia, pari a 2,162 euro per la benzina e 2,342 euro per il gasolio, il confronto teorico con i nuovi tetti Eni è il seguente.
| Carburante | Media di riferimento | Tetto Eni |
| Benzina | 2,162 € | 1,990 € |
| Gasolio | 2,342 € | 2,190 € |
Il confronto è indicativo e non costituisce una rilevazione dei prezzi effettivamente applicati dai singoli impianti Enilive.
Simulazione del risparmio
Confronto teorico su un rifornimento alle condizioni indicate
BenzinaGasolio
Quantità del rifornimento
50 litri
10 L
50 L
100 L
Costo medio di riferimento
108,10 €
Costo al tetto Eni
99,50 €
Risparmio potenziale
8,60 €
La misura potrebbe risultare particolarmente rilevante per gli automobilisti che utilizzano quotidianamente l'auto, ma anche per le piccole imprese, gli autotrasportatori e le attività commerciali che sostengono costi elevati per gli spostamenti.
Occorrerà inoltre osservare se e come gli altri operatori del mercato italiano modificheranno le proprie politiche commerciali.
Perché in Italia i carburanti restano cari anche quando il petrolio scende
Il prezzo del petrolio rappresenta soltanto una componente del costo finale sostenuto dagli automobilisti. La quotazione internazionale del greggio non coincide infatti con il prezzo della benzina o del gasolio venduti ai distributori.
Sul prezzo alla pompa incidono diversi elementi:
- Costo della materia prima: le quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti petroliferi raffinati.
- Raffinazione e distribuzione: le spese necessarie per trasformare, trasportare e commercializzare i carburanti.
- Accise e IVA: la componente fiscale che contribuisce alla formazione del prezzo finale.
- Margini commerciali: le politiche di prezzo adottate dagli operatori e dai singoli distributori.
- Cambio euro-dollaro: il petrolio viene generalmente quotato in dollari e le variazioni valutarie possono influenzare i costi di approvvigionamento.
Un ulteriore elemento riguarda la disponibilità dei prodotti raffinati. Le difficoltà produttive e logistiche possono mantenere elevato il costo del diesel anche in presenza di una diminuzione del prezzo del greggio.
Di conseguenza, un ribasso del Brent non determina necessariamente una riduzione immediata dei prezzi praticati ai consumatori.
Diesel più caro della benzina: le conseguenze per famiglie e imprese
Un aspetto particolarmente evidente nelle rilevazioni italiane del 27 settembre è il costo del gasolio, che supera quello della benzina in tutte le regioni considerate.
La situazione assume particolare importanza per il settore dell'autotrasporto, la distribuzione delle merci e le attività produttive che dipendono dai veicoli diesel.
L'aumento dei costi di trasporto può ripercuotersi anche sui prezzi dei prodotti destinati al consumo, sebbene l'entità degli eventuali rincari dipenda da numerosi fattori economici e commerciali.
Per le famiglie, invece, la spesa per i carburanti incide direttamente sul bilancio mensile, soprattutto nei territori dove gli spostamenti quotidiani richiedono necessariamente l'utilizzo dell'automobile.
Le prospettive per ottobre: cosa potrebbe succedere ai prezzi dei carburanti
L'andamento dei prezzi nelle prossime settimane dipenderà principalmente dall'evoluzione delle quotazioni petrolifere, dalla disponibilità internazionale dei prodotti raffinati e dalla situazione geopolitica.
Tre elementi meritano particolare attenzione: l'eventuale evoluzione dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Iran, il recupero della capacità di esportazione dei Paesi produttori e la stabilità delle principali rotte commerciali.
Per il mercato italiano sarà inoltre importante verificare gli effetti dell'iniziativa Eni, soprattutto in relazione alle decisioni degli altri operatori.
La riduzione delle quotazioni del greggio potrebbe contribuire ad attenuare la pressione sui prezzi, ma non garantisce un calo immediato dei carburanti.
Il 28 settembre rappresenterà quindi una data importante per gli automobilisti italiani, con l'entrata in vigore del tetto annunciato da Eni. Le rilevazioni successive permetteranno di valutare l'effettivo impatto sui prezzi al pubblico e l'eventuale risposta della concorrenza.
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