Il Cva potrebbe essere quotato in borsa, "è la fine di un'epoca"
AOSTA, 25 SETTEMBRE 2014 – Il calo degli utili in cui vessa la partecipata regionale Cva potrebbe essere risolto quotando l'azienda in borsa: è quanto il presidente Rollandin ha reso noto, sottolineando l'intenzione di portare la questione a conoscenza dell'intero Consiglio e approfondite nel merito delle Commissioni, al fine di trovare quanta più condivisione possibile.
«Il calo della domanda di energia a cui si fa riferimento è quello riferito al panorama economico italiano», si legge nella risposta di Rollandin, a una interpellanza di Alpe; «il gruppo Cva, in questo contesto di mercato, non può che subire la contrazione dei prezzi di vendita dell'energia, così come gli altri operatori di mercato. La maggiore produzione elettrica realizzata nel 2013 è stata ceduta a prezzi inferiori rispetto a quelli consuntivati negli anni precedenti, e realizzando così un minore valore della produzione».
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Il presidente Rollandin fa inoltre presente che la Cva ha dovuto anche far fronte all'andamento del mercato dei tassi e ad una aggressiva politica dei dividendi. Da un utile consolidato netto di 73,9 milioni di euro si è scesi a 66 milioni. Tanti i fattori, dal mercato alla non trascurabile trasformazione delle condizioni giuridiche legate alle fonti di energie rinnovabile, che negli ultimi anni hanno assistito a repentini cambiamenti.
«È finita un epoca», ha mestamente sentenziato il consigliere Albert Chatrian, «il gruppo Cva rappresenta un importante volano per l'economia valdostana e genera un notevole indotto, come dimostrano i 169 milioni di euro investiti in cinque anni sugli impianti idroelettrici. Tuttavia, l'ultimo bilancio evidenzia preoccupanti criticità».
Foto: aostasera.it
Dino Buonaiuto
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