TARANTO, 19 GENNAIO 2012 - Si è concluso alle 07.00 di stamane il sit in degli impiegati dello stabilimento Ilva a Taranto indetto due giorni fa dalla Fim Cisl. La decisione è stata presa dopo aver preso nota del vertice di ieri sera a Palazzo Chigi.
Il presidente del Consiglio Mario Monti ha affermato che la legge "salva Ilva", «pur in pendenza del giudizio della Corte Costituzionale, deve essere applicata dalle istituzioni e dall'azienda,che ha confermato il proprio impegno al rispetto delle prescrizioni Aia e alla tutela dell'occupazione, assicurando il regolare pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori».[MORE]
«All'esito della riunione - legge Monti nella nota stampa al termine della riunione - tutte le parti hanno dichiarato il convincimento che, nell'assoluto rispetto della Magistratura e nell'intento comune prioritario di tutelare l'ambiente e la salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, ed in attesa del giudizio di costituzionalità in corso, debba essere applicata integralmente e immediatamente la legge (decreto-legge 3 dicembre 2012 n. 207 convertito in legge 24 dicembre 2012 n. 231) da parte di tutti i soggetti interessati, così da innescare il circolo virtuoso risanamento ambientale/tutela della salute/tutela dell'occupazione che deve risolvere il problema ILVA di Taranto».
Lo sciopero indetto dalla Fim, ed in un secondo momento dall’Usb (Unione sindacale di base), aveva innescato il blocco di diversi impianti, come le Acciaierie 1 e 2 e gli Altoforni 2, 4 e 5. Una pace momentanea per lo stabilimento tarantino, in attesa delle decisioni sul sequestro dei prodotti finiti e semilavorati, del valore di un miliardo di euro circa, che restano momentaneamente accatastati nei magazzini e sulle banchine.
Nicola Capolupo
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