La mafia oggi ha scelto il silenzio, ma ciò non vuol dire che non c'è

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TRAPANI, 2 GIUGNO 2012 - Nel corso delle nostre attività di approfondimento del fenomeno...

TRAPANI, 2 GIUGNO 2012 - Nel corso delle nostre attività di approfondimento del fenomeno antimafia abbiamo incontrato anche Paolo Salerno (nella foto), presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura di Trapani.

“L’associazione - spiega Salerno – è nata circa cinque anni fa, sotto la spinta dell’allora prefetto, Giovanni Finazzo. Finazzo si chiedeva come mai a Trapani non ci fosse un’associazione di imprese antiracket. Noi abbiamo raccolto il suo invito e, grazie anche alla spinta di Confindustria Trapani, è nata l’associazione”. Una associazione che negli anni ha incontrato delle difficoltà nella sua penetrazione nel tessuto imprenditoriale. “Il problema è poco avvertito nel nostro territorio. Lo è di più in altre aree della nostra Isola, come il Palermitano, che sono certamente più esposti al problema perché territorio di frontiera. Tuttavia, possiamo dire di avere fatto molti passi avanti e la presenza dell’associazione è molto importante perché chi ha bisogno sa a chi rivolgersi. Noi lavoriamo intensamente, ma sappiamo anche che i cambiamenti culturali richiedono tempo”.

Salerno precisa però che “per il Trapanese non possiamo parlare di una specificità valida per tutto il territorio provinciale. Il pizzo ad esempio è più diffuso in alcune aree, mentre in altre troviamo più spinte verso l’usura. L’associazione svolge il suo ruolo di contrasto. Sono piccoli passi, ma importanti. Inoltre, scegliamo sempre di svolgere un lavoro silenzioso che spesso è anche più efficace”. Quanto sono importanti i giovani nell’azione antimafia? “Sono molto importanti, tanto che noi cerchiamo sempre di coinvolgere le scuole nelle nostre attività. Per contrastare i fenomeni di illegalità è necessaria l’azione di tutti. Ognuno deve fare la sua parte: politica, impresa, forze dell’ordine, magistratura, cittadini. Solo in questo modo gli effetti dell’azione possono essere veramente efficaci. Tutta la società deve cambiare registro, sapendo che, non è che perché non ci sono morti ammazzati, vuol dire che tutto va bene. La mafia oggi ha scelto il silenzio, ma ciò non vuol dire che non c’è. Agisce in modo diverso e si infiltra nell’economia. Per combatterla, occorre agire come sistema “società” e non solo come singoli segmenti di essa”.


I ragazzi del gruppo del progetto “Legalmente”
Istituto d’Istruzione Superiore “Giovanni Biagio Amico” di Trapani

(foto:trapanioggi.it)

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