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La Perugia-Assisi: 25 km di speranza

Cecilia Andrea Bacci
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La Perugia-Assisi: 25 km di speranza
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PERUGIA, 28 SETTEMBRE 2011 - Di numeri significativi ce ne sono stati e ce ne saranno. Ma in questi giorni niente è stato più significativo dei 4000 giovani che si sono incontrati a Bastia Umbra per confrontarsi sui temi di pace. E il 25 settembre non erano soli. A marciare con loro persone di ogni età e di ogni estrazione sociale per un totale che ha superato le 200.000 persone. Un serpentone di 20 km ha difatti animato la Perugia-Assisi a cinquanta anni dalla prima marcia, ideata e fortemente voluta da Aldo Capitini.[MORE]

Eppure per molti di loro l’avventura è iniziata molto prima. C’è chi quella marcia l’aveva già fatta, addirittura nel 1961 quando era proprio Capitini a trovarsi alla testa del corteo e del suo Movimento nonviolento. E c’è chi è arrivato qui il 23 settembre, fresco per iniziare insieme a tanti suoi coetanei un percorso fatto di workshop e divertimento. È così che si parla di pace in Umbria. Qualcuno suona lo djembe e qualcuno canta. Intanto c’è chi preferisce passare da un padiglione all’altro, curiosando fra un workshop di esperanto e uno sull’informazione libera. E’ questa l’atmosfera che si respira a Umbriafiere. L’occasione? Il meeting 1000 giovani per la pace.


O almeno erano mille i partecipanti che gli organizzatori del meeting di Bastia umbra si aspettavano. E invece i giovani sono stati 4000, provenienti da tutta Italia. C'era chi è venuto con la classe e chi ha preso un treno, spesso da qualche città lontana, per arrivare lì e confrontarsi con coetanei e non. Tra di loro c'è anche “chi ci crede veramente”, come raccontano un gruppo di volontari del modenese. Ma 48 ore passano in fretta e sabato pomeriggio è già tempo di bilanci e di saluti. Il meeting è stato un evento fatto da e per i giovani, che li ha visti protagonisti fino all'ultimo minuto, quando l'organizzatore Flavio Lotti ha invitato tutti, ma proprio tutti, sul palco.

Il giorno dopo tutti pronti per camminare in occasione della 19esima edizione della marcia. Alle 7 di mattina sono già in tantissimi. Nel corteo Amnesty International, Emergency a sostegno di Francesco Azzarà, legambiente e i paciclici. Giovani a confronto con rappresentanti dell'Onu, giornalisti che lottano per l'articolo 21 e padri missionari. Chi la pace (e la guerra) la racconta e chi la stessa guerra la vive sulla propria pelle. E ce l’hanno fatta, pure nella salita finale per la Rocca Maggiore di Assisi. Lì ad aspettarli Jacopo Fo, i pediluvi e un punto ristoro. A susseguirsi sul palco un'infinità di voci ed identità: personaggi come la Banda Osiris, Leonardo Manera e i Modena city ramblers. Stasera, giovani d’Italia, andate a letto e mettete su una canzone. Non basta essere contro la guerra ma si deve costruire una pace di uguaglianza sociale ed economica. Dal palco un unico grido: «noi non ci rassegniamo!»

«C'è un'altritalia che vive e si diffonde, non la trovi sui giornali, la Tv ce la nasconde. È un'altritalia che ti tende la mano, migliaia di volti di un paese in cammino».

Cecilia Andrea Bacci


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Scritto da Cecilia Andrea Bacci

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