MILANO, 31 0TTOBRE 2011- Come puntualmente accade, in prossimità del giorno dei Morti, si specula su i costi legati ai crisantemi e agli altri fiori che siamo soliti acquistare per ricordarli. Quest'anno sembra che il rincaro sia stato davvero rilevante, colpendo il fiore simbolo di questa ricorrenza: il crisantemo. Infatti, il prezzo dei fiori, rispetto all'anno scorso sembra quasi raddoppiato. A dichiararlo la Camera di Commercio e dell’Associazione dei giardinieri, floricoltori, fiorai e pulitori di cimiteri. [MORE]
In base al monitoraggio fatto da questi ultimi, presso i chioschi che operano nelle immediate vicinanze dei cimiteri milanesi, mentre nel 2010 i prezzi dei crisantemi oscillavano tra 1,50 e 2,50 euro, quest'anno gli stessi vanno dai 3,30 ai 4,50 euro (un mazzo di crisantemi composto da 5 rami).
Come ha dichiarato Lucia Carbognin, presidente dell’Associazione dei fioristi milanesi, "I costi dipendono da diversi fattori: lunghezza del gambo, diametro della corolla, qualità del fiore: per questo le cifre oscillano così tanto". Questo nonostante "l’offerta sia elevata e i prezzi cambiano da negozio a negozio", come ha aggiunto sempre la Carbognin.
Infatti, a Milano e nell’hinterland, si stimano circa 4mila fioristi, a cui si aggiungono una ventina di ambulanti che esercitano l’attività davanti ai campisanti, attraverso concessioni comunali di durata decennale. Vi è anche da evidenziare che, dei circa dieci chioschi che si trovano davanti al Maggiore e al Monumentale, solo uno su tre fa regolarmente lo scontrino, evadendo così il fisco. E comunque, gli scontrini rilasciati parlano di cifre che vanno oltre i 60 euro.
Ad incidere sul caro crisantemi anche l’inflazione, a causa della quale, in città il costo dei fiori in un anno è aumentato del 3,7 per cento. Come ha evidenziato la Carbognin "A Milano i prezzi sono più alti che altrove soprattutto per la lunga filiera che il prodotto attraversa dal campo al grossista, fino ai banchi dei negozi al dettaglio. Senza contare che le spese che qui a Milano noi commercianti affrontiamo, come gli affitti e le tasse, sono tra le più alte d’Italia. Altro che speculazioni: il nostro ormai è un settore in crisi".
Sta di fatto che, coloro i quali si recheranno in questi giorni a visitare i propri defunti, dovranno fare i conti con suddetti rincari. Per quanto mi concerne, non è altro che una bieca speculazione che non ammette giustificazioni.
Rosy Merola
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