MOSCA 7 MAGGIO 2013 – Circa venticinquemila, secondo le stime degli organizzatori, le persone che ieri sono scese in Piazza Bolotnaja a Mosca per chiedere “una Russia senza Putin”. Un anno dopo la grande manifestazione anti-Putin del 6 Maggio 2012, migliaia di oppositori si sono nuovamente radunati per esprimere la loro solidarietà nei confronti dei prigionieri politici, arrestati proprio in occasione di quella protesta.
Esattamente il 6 Maggio dello scorso anno, data storica del partito d’opposizione a Putin per il successo della manifestazione, circa duecentomila persone si erano incamminate verso il Cremlino per protestare pacificamente, a suon di slogan, contro il terzo mandato del Presidente, il quale proprio in quelle ore stava giurando. Un terzo mandato che secondo la parte avversa rappresentava, e rappresenta tutt’ora, un chiaro atto illegittimo ed una violazione diretta della Costituzione. Il corteo, come ci ricorda la cronaca di un anno fa, si trasformò velocemente in una guerriglia fra oppositori e polizia. I forti e durissimi scontri fra manifestanti e le autorità russe portarono al fermo di più di 250 persone ed in seguito all’arresto di 27 di queste.
Dodici mesi dopo questi clamorosi fatti, il Fronte di Sinistra, che da anni lotta contro lo strapotere di Putin, ma che negli ultimi tempi è apparso diviso ed ormai rassegnato, si è ricompattato in memoria dei prigionieri politici e di tutta quella gente che ha subito e subisce continui attacchi, di ogni tipo, per avere mantenuto negli anni una posizione di dissenso ed opposizione alle politiche repressive di ogni libertà, notoriamente spesso condotte da Putin. Nelle ore precedenti la manifestazione, la città di Mosca è stata completamente blindata dalla polizia per far desistere gli organizzatori e la folla che si è iniziata a riunire già dalle prime ore del pomeriggio. [MORE]
In Piazza Bolotnaja era presente anche uno dei simboli della lotta contro la repressione delle libertà di espressione, il blogger russo Alexey Navalny, che dal palco della manifestazione ha affermato: «Me ne frego dei processi, io continuerò a dire quello che penso», continuando poi: «Noi continueremo a lottare per far sì che il 99% della gente sappia che Russia Unita - il partito al governo - è il partito dei corrotti e dei ladri. E se io il 5 dicembre del 2011 ho detto “Putin ladro” continuerò a scandirlo».
(foto da: www.gqitalia.it)
Sergio Sulmicelli
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