18 MARZO - Arrivi in un posto nuovo e in un attimo la tua vita e tutto il tuo tempo vengono fagocitati dal terribile vortice della burocrazia.
Certificato di residenza, contratto di affitto e telefonico, assegnazione medico di base, iscrizione universitaria.
Mi perdo così, stanca e spaventata, in questo dedalo di uffici e sportelli...
tutto intorno a me è così poco familiare!
Mi muovo in questa estranea dimensione con una certa cautela, perchè pur essendo incline al cambiamento, ogni volta provo una strana inquietudine.[MORE]
Con intollerabile invadenza, domande senza risposta affollano la mia mente, mi affanno a cercare disperate risposte ad interrogativi forse troppo impegnativi..avrò fatto la cosa giusta? lasciare la mia vita, le persone che amo, le mie piccole abitudini che danno senso a tutto, ne varrà la pena?
E naturalmente risposte non ne trovo, perchè anche se la mia sete di mondo, è stata, ed è, motore della mia essenza, so che questa volta mi sono ritrovata a fare i conti con una consapevolezza diversa.
Ho ceduto più che voluto, si, posso dire di essermi ritrovata di fronte ad un aut aut.
Perchè essere italiani in questo momento storico significa fare delle scelte, significa dover fare tabula rasa dei tanti bei propositi di cui ti sei riempito la testa, significa fare una valigia e cercare il tuo posto al sole lontano da casa.
Voglio essere nomade non emigrante!
Hasta pronto.
Alessandra Lucciarini
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