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Neri Marcorè al Grandinetti di Lamezia Terme

Calabria

 LAMEZIA TERME (CZ), 15 MARZO 2015 – Terzo appuntamento del “Sabato del Villaggio” in compagnia di un ospite d’eccezione, Neri Marcorè, artista versatile e dal pubblico tanto amato ed apprezzato.

Ad un teatro gremitissimo, fino all’inverosimile, il Grandinetti, pronto ad accogliere l’attore, cantante, cabarettista in modo particolarmente caloroso e ossequioso, numerosi i giovani presenti, Marcorè si è presentato in modo semplice in “compagnia” di una lunga ma curata insolita barba, ed ha, con leggerezza, dato la sua impronta personale alla serata. Aperto il sipario si è fatto trovare comodamente seduto al posto dell’intervistatore e non sull’ormai nota poltrona rossa riservata all’ospite d’onore durante gli incontri della rassegna, una piccola nota che ha messo in luce la semplicità dell’eclettico personaggio.

Il dialogo si è sviluppato seguendo sempre l’ormai noto filo conduttore della Passione, tema portante degli incontri della XIV Edizione del cartellone del “Sabato del Villaggio”. Raffaele Gaetano, direttore artistico dell’iniziativa, ha condotto così un’intervista piacevole e molto ricca, intervallata e conclusa da canto e recitazione dello stesso Neri Marcorè, di fronte a un pubblico partecipe che ha molto apprezzato.

Professionista di talento, versatile, eclettico ha sempre in modo ottimale interpretato più ruoli riscuotendo un meritato successo. La curiosità è stata essenziale nel suo approcciarsi alle cose. Si è riconosciuto un buon osservatore e questo gli ha permesso di poter fare bene molte cose.
Eclettico col timore anche dell’essere dispersivo frenato tuttavia dalla paura di perdere le occasioni, di non assaporare pienamente quanto di bello è nella vita. Per questo Neri Marcorè ha sempre cercato di battere selciati fuori pista, nuovi e coltivare quindi tutte le sue passioni. Il calcio, la recitazione, il canto, la lettura ne sono solo alcuni esempi.[MORE]

L’attore ha intrattenuto il pubblico nel corso della serata raccontandosi con giovialità. Le sue prime apparizioni in scena, su un palco, sono avvenute grazie alla sua grande passione per la musica. Amava cantare ed aveva anche un ampio repertorio di riferimento: Bee Gees, Bennato, New Trolls, Gaber. La prima chitarra, ricevuta in dono dai suoi genitori, è stata lo strumento a cui si è fortemente legato.

Negli anni adolescenziali, inoltre, si è anche distinto facendo le imitazioni dei suoi professori, particolarmente apprezzate tra i banchi di scuola, e questo gli è servito per superare la timidezza che lo caratterizzava e poi cimentarsi al meglio nei personaggi più noti che gli hanno assicurato successo: Dino Zoff, Alberto Angela, Pierferdinando Casini, Maurizio Gasparri ne sono alcuni riusciti esempi. In tali ruoli il cabarettista non ha mai preteso di imitare alla perfezione le voci quanto di trovare una chiave caratterizzante che strappasse la risata proponendo qualcosa di inverosimile rispetto ai tratti congeniali e tipici degli imitati.

Il dialogo si è concluso, come sempre, sulle note del libro del cuore. Marcorè ha voluto essere prodigo in tal senso e, amando molto la lettura, ha pensato di proporre tre opere che sono state significative per lui in momenti diversi della vita.

Tra i libri per ragazzi l’amatissimo “I ragazzi della via Pàl” di Ferenc Molnár di cui l’attore ha letto parte del toccante brano collegato alla morte del protagonista del racconto. Questo libro prezioso, a suo dire, per avergli fatto scoprire e apprezzare valori di grande importanza per ben vivere: la lealtà, il riconoscersi parte di un gruppo, il riconoscere il valore dell’avversario, il concetto del tradimento.

Tra i classici un libro molto noto: “Siddharta” di Hermann Hesse grazie al quale Marcorè ha scoperto e trovato quella che per lui è l’idea dell’essenza dell’amore. Tra le righe lette, molto importanti per la sua formazione in ambito amoroso, la valorizzazione del senso del rispetto tra l’uomo e la donna in totale opposizione alle moderne logiche del femminicidio.

Ultimo, uno tra i libri del cuore: “L’amore ai tempi del colera”, il suo preferito di Gabriel Garcia Marquez, in cui si affronta ancora una volta il tema dell’amore e della fedeltà al di là del tempo, dello spazio e delle forme mettendo l’accento sull'intelligenza del cuore e della mente. Tema essenziale per sapere bene amare.

Simona Barberio