Non è giustificato l'allarmismo da parte degli organismi di conciliazione

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Roma, 13 maggio 2011 - Mediazione civile La prima riflessione del presidente dell’organ...

Roma, 13 maggio 2011 - Mediazione civile La prima riflessione
del presidente dell’organismo Internazionale
di conciliazione & arbitrato dell’A.N.P.A.R, a seguito
dell’incontro del Ministro della Giustizia, con il C.N.F (Consiglio
Nazionale Forense) e le unioni regionali degli ordini degli avvocati
è quella che il Ministro ha fatto finalmente intendere che bisogna
dimenticare il passato , perché solo così si costruisce - una buona
base di partenza della mediazione civile e commerciale - nel futuro.

Purtroppo, per chi pretende che le radici del pensiero della
mediazione civile sono nate certamente dal cervello di chi non ha mai
avuto a che fare con i sistemi alternativi di risoluzioni
extragiudiziali, l’incontro e quanto si è detto fra i convenuti è
di una tendenza preoccupante per gli organismi.

Che cosa sono gli organismi di conciliazione? L’ente pubblico o
privato, ovvero la sua articolazione, presso cui può svolgersi il
procedimento di mediazione. L’organismo come definito dalla legge
non è un “ente d’affari” è ben altro. E’ assunzione di
responsabilità, disponibilità a creare lavoro per i mediatori
professionali, competenza nei sistemi di A.D.R. , mediazione civile e
commerciale compresa.

E’ perfettamente vero che ognuno può esprimere un parere
sull’incontro del ministro Angelino Alfano con il C.N.F e le unioni
regionali degli ordini degli avvocati, ma ciò non significa
screditare quanto stanno facendo di buono per i mediatori
professionali ed in particolare per i giovani. Il comunicato stampa
dell’esito dell’incontro, pubblicato sul sito del Ministero di
Giustizia, e le dichiarazioni in esso contenute , fanno opinione sui
cittadini e sui mediatori perché a leggerle bene spingono a
condividere ed a dialogare e non a contestare. Non c’è nulla da
contestare, afferma il presidente Pecoraro. Gli organismi di
conciliazione non sono “centri affaristici” ma solo luoghi dove si
svolge l’attività di mediazione a favore dei cittadini. La
mediazione civile non s’impone si propone alle parti in lite da
parte del mediatori e tutti i “chiacchiericci” al di fuori della
legge 28/2010, trovano il tempo che trovano.

La mediazione civile non è una continua commedia e gli organismi di
conciliazione non ne sono i protagonisti. I protagonisti sono i
mediatori professionali e bene fa il Ministro ed il ministero ad
intervenire a favore di questi.

Di tutta questa storia continua Pecoraro, la cosa che più dispiace
è il ritardo del rilascio da parte del ministero di un atto
autorizzativo, da parte del Responsabile del Registro, atteso da oltre
tre mesi che consente a chi è già mediatore di poter essere
designato a dirimere le controversie ed inserirsi così nel modo del
lavoro.

ANPAR
 

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