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Oliviero Beha al Grandinetti di Lamezia Terme

Calabria

 LAMEZIA TERME (CZ), 22 APRILE 2015 – Quarto appuntamento del “Sabato del Villaggio”: ospite d’onore Oliviero Beha, giornalista di chiara fama. Un teatro sempre affollato ha accolto, ancora una volta, il protagonista della serata.

Raffaele Gaetano, direttore artistico dell’iniziativa, ha conversato con lui in modo piacevole per tutto il tempo, mantenendo sempre alta l’attenzione in sala. Il pubblico ha, infatti, seguito tutti i momenti della serata con sincera e coinvolgente partecipazione.

In scena, un nero pianoforte a coda, grazie al quale è stato possibile apprezzare ancora una volta le note armoniose di un altro giovanissimo lametino, Giovanni De Vito, che ha, per l’occasione, eseguito due brani di sua personale creazione.

La Passione, tema dominante della stagione degli incontri del “Sabato del Villaggio”, ha caratterizzato l’intera conversazione. Beha ha sottolineato di aver su questa scia scritto il suo ultimo lavoro in riferimento al quale ha cercato di realizzare un’indagine conoscitiva del bene.[MORE]

La figura di Bartali al centro delle sue ricerche. In un’epoca in cui tutto parla di male, di soprusi, di mediocrità, Beha ha voluto, con l’esempio del noto ciclista, far accendere un riflettore sul bene e sulla sua forza che spesso è avvolta dal silenzio e dalla semplicità delle piccole cose.

Il clamore non è mai appartenuto a Bartali e la cosa si contrappone fortemente ad una realtà come quella moderna che invece è intrisa di acceso protagonismo. Il bisogno di emergere, di conquistare visibilità è oggi centrale e forse anche per questo, a detta dell’autore, la figura del ciclista non è stata finora apprezzata nella giusta misura.

In modo semplice e a grandi linee, Beha ha tracciato gli aspetti salienti di Bartali rievocando alla memoria di molti avvenimenti condivisi e partecipati con nostalgia e calore. La realizzazione di questo lavoro ha per il giornalista significato fare ricerca sin dalle cose più impercettibili: parlare con chi lo ha conosciuto, andare al cimitero, a casa sua, nelle cantine di prigionia e questo gli ha permesso di evidenziare gli aspetti del ciclista meno noti al grande pubblico. Il libro, infatti, non narra solo delle vicende più famose di Bartali ma dell’intero arco della sua vita nelle più ampie sfaccettature.

Dopo alcuni cenni sulle sue personali esperienze lavorative, Beha si è soffermato sul tema del libro del cuore che ha voluto condividere col caloroso pubblico presente in sala. Il volume scelto: “Scarpe italiane” di Mankell, autore svedese di numerosi gialli. Beha ha largamente apprezzato stile ed originalità del testo in questione, in particolare ciò che, a suo dire, colpisce è la trama e il modo in cui l’opera è scritta.

Simona Barberio