Rimpatri forzati e tutela dei diritti”, il progetto FAMI al centro del convegno del Garante privati di libertà personale
Roma, 16 giugno 2026 – Il progetto “Rimpatri forzati e tutela dei diritti” è stato al centro del convegno organizzato oggi dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (GNPL) nell’Aula dei Gruppi parlamentari a Roma. Il progetto, del valore di 3 milioni di euro, è cofinanziato dall’Unione europea e dal Ministero dell’Interno nell’ambito della programmazione FAMI 2021-2027, a sostegno delle attività di monitoraggio dei rimpatri forzati degli stranieri irregolarmente presenti sul territorio.
“Il trattenimento e il trasferimento di chi senza titolo entra nello Stato non è affidato alle forze armate, ma al Ministero dell’Interno, che può avvalersi di supporti competenti”, ha sottolineato in apertura Riccardo Turrini Vita, presidente del Garante. “Si tratta di una circostanza che risponde ad assetti istituzionali e a trattati internazionali, ma ha la sua radice nella comune umanità. È proprio nel breve ma significativo tratto di vita che costituisce il ritorno in patria delle persone interessate che il Garante, attraverso i monitor in formazione in questi giorni, interviene a tutela dei diritti”.
Secondo Claudio Galzerano, direttore centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle frontiere del Ministero dell’Interno, “questo progetto è al cuore delle attività della Direzione centrale e rappresenta una grande sfida: la qualità risiede nella chiarezza degli obiettivi”.
Il progetto prevede il monitoraggio di almeno 3.000 operazioni di rimpatrio forzato fino a dicembre 2027 e la formazione di 80 nuovi addetti al monitoraggio. Saranno inoltre realizzati studi con alcune università per approfondire le politiche di rimpatrio e la governance dei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR).
“La persona sottoposta a rimpatrio forzato mantiene tutti i suoi diritti: è nel momento di massima vulnerabilità, quando è nelle mani dell’autorità, che la tenuta dello Stato di diritto viene testata”, ha dichiarato Angelo Esposito, project manager del progetto e capo della segreteria del Garante. “Il potere, per essere legittimo, deve servire la dignità della persona: questo è il senso ultimo del progetto e la responsabilità che il Garante si assume nel suo mandato di vigilanza”.
All’evento hanno partecipato rappresentanti del Sottocomitato delle Nazioni Unite (SPT), del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT), del Fundamental Rights Office di Frontex, esponenti del mondo accademico delle università Luiss, Roma Tor Vergata e Statale di Milano, oltre a giornalisti. Il convegno è stato articolato in tre tavole rotonde dedicate rispettivamente alle procedure di allontanamento e ai meccanismi di prevenzione, al Nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo e al linguaggio mediatico nella rappresentazione dei rimpatri forzati.
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