ROMA, 12 GENNAIO - Gunter Demnig, artista tedesco, torna in Italia per la seconda edizione di “Memorie di inciampo a Roma”. Oggi e domani, infatti, saranno poste nella Capitale 54 “Stolpersteine”, ossia pietre di inciampo, per ricordare le deportazioni razziali e politiche effettuate durante la Seconda Guerra Mondiale. [MORE]
54 sampietrini di misura standard verranno installati in cinque Municipi dell’Urbe e si differenzieranno da tutti gli altri per via della superficie d’ottone lucente sulla quale sono incisi nome e cognome del deportato, anno di nascita, data e luogo della deportazione e, se conosciuto, anno di morte.
L’idea dell’artista risale al 1993 quando, invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti, decise, dopo aver ascoltato l’obiezione di una signora la quale asseriva che a Colonia non avrebbero mai abitato rom, di dedicare tutto il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste. I primi Stolpersteine risalgono al 1995 e vennero installati proprio nella città teutonica. Da allora, ne sono stati collocati più di 22.000 in giro per tutta Europa.
La seconda edizione di “Memorie di inciampo a Roma” è posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promossa dall’Associazione Nazionale ex Deportati, dall’Associazione Nazionale ex Internati, dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, dalla Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane e Museo Storico della Liberazione, ed organizzata dagli Incontri Internazionali d’Arte. È curata da Adachiara Zevi e si avvale di un Comitato scientifico composto dagli storici Anna Maria Casavola, Annabella Gioia, Antonio Parisella, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia e Michele Sarfatti.
Demnig sceglie il marciapiede antistante la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati e vi colloca questi speciali sampietrini in loro memoria. Gli Stolpersteine sono un segno concreto e tangibile, ma al tempo stesso discreto ed antimonumentale che diventa parte della città e che costringe chi vi inciampa, non fisicamente, ma mentalmente e visivamente ad interrogarsi su quanto accaduto per non dimenticare mai quel doloroso capitolo della storia dell’umanità.
I particolari sampietrini sono finanziati da chi li richiede e il costo di ognuno è di 100 euro. Anche quest’anno, come già accaduto durante la scorsa edizione, dopo l'installazione delle pietre, il progetto proseguirà con lo “sportello” aperto da Stefano Gambari presso la Casa della Memoria e della Storia, cui potranno rivolgersi tutti coloro che intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di uno Stolpersteine davanti alla loro abitazione.
L'obiettivo è la costruzione di una grande mappa urbana della memoria. All'iniziativa è affiancato un progetto didattico: ogni Municipio sceglie alcune scuole affidando loro la ricerca storica sui deportati alla cui memoria sono dedicati i sampietrini di quel Comune.
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