Sciopero delle farmacie. 64 mila persone per fermare i tagli
ROMA, 27 LUGLIO 2012- L’avevano annunciata il 10 luglio davanti Montecitorio e hanno mantenuto la promessa. La grande serrata delle farmacie si è svolta con una partecipazione che probabilmente neanche si sperava. A restare aperte solo le farmacie di turno obbligatorio. Stando ai dati presentati da Federfarma per oltre il 90% dei farmacisti oggi è stato il giorno per dire no ai tagli previsti dalla spending review.
La presidente Annarosa Racca, che già aveva sottolineato che questa manovra «distrugge il servizio farmaceutico», oggi ha ribadito che «le farmacie non possono tollerare ulteriori insostenibili tagli». Nullo è stato anche il tentativo di scongiurare lo sciopero con la presentazione ieri sera in serata di un emendamento per cancellare le misure previste nel decreto. Ed è ancora Racca a spiegare il perché. «È ancora in commissione. Non è comunque un emendamento salva- farmacie, ma servirebbe a fare giustizia».[MORE]
C’è chi ha appeso un cartello alla propria saracinesca per spiegare ai cittadini i motivi della chiusura, chi invece ha preferito scendere in piazza per difendere apertamente le proprie ragioni. Sit-in e gazebo sono stati allestiti davanti alle prefetture e agli assessorati alla Sanità. Ai cittadini viene chiesto di sposare la loro causa, sostenendo che «il governo taglia i farmaci per i cittadini e non interviene sugli sprechi». A manifestare anche molti dipendenti, il cui futuro appare sempre più incerto. Secondo quanto riportato da Federfarma i posti a rischio sarebbero circa 20mila e i tagli previsti ammonterebbero a 190 milioni. Quello di oggi è stato un grido d’aiuto per un settore con «i prezzi dei farmaci più bassi d’Europa, un servizio d’eccellenza, con tremila farmacie aperte ogni notte in tutto il Paese», ricorda la presidente Racca. «Diminuendo la spesa dei farmaci, non potremo più dare tutti i servizi che oggi offriamo, a partire dai turni notturni». I farmacisti vogliono essere ascoltati e si manifestano irremovibili. «Continueremo la nostra protesta finché non ci ascolteranno».
(foto da www.leggo.it)
Federica Sterza
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