Speciale InArt - Intervista a Giuseppe Morgana

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MESSINA, 13 OTTOBRE 2013 - Questa settimana la rubrica InArt presenta uno speciale dedicato all’arte che, per una volta, non è vista dagli occhi di chi la “crea” con le proprie mani, ma di chi, pur non producendola, la ama a tal punto da farne il proprio mestiere. Oggi a rispondere alle domande di infooggi.it è il curatore e Art Consultant Giuseppe Morgana, messinese classe 1972.

Morgana dopo gli studi scientifici si è dedicato allo studio della storia dell’arte, con particolare attenzione a quella contemporanea. Dal 2000 collabora, a vario titolo, con istituzioni, associazioni, intellettuali ed artisti per l’ideazione e la realizzazione di progetti culturali e mostre d’arte. Nel 2006 ha fondato l’Archivio Internazionale d’Arte Forma 2 ed è membro dell’Unione Europea Esperti d’Arte e Direttore Artistico dell’Associazione Art Promotion Taormina.

Attualmente, su incarico della Fondazione Mazzullo di Taormina, sta curando il programma delle celebrazioni per il centenario della nascita di Giuseppe Mazzullo e la realizzazione dell’Archivio Storico delle sue opere.

Signor Morgana quando ha avuto origine la sua passione per l’arte e quando ha deciso che doveva diventare il suo mestiere?

"Sin da piccolo, grazie ai miei nonni materni e a Don Salvatore Sabino, mio padrino, ho avuto modo di viaggiare e conoscere gran parte dell’Italia. Loro andavano tutti gli anni a Montecatini per le cure termali ed io li seguivo ansioso di nuove scoperte.. Ogni estate infatti, per “movimentare” il soggiorno, Don Sabino ideava un itinerario diverso ma sempre appassionante: Venezia, Assisi, Genova, Pompei, Bologna, Pisa, Siena, Milano e poi le mie mete preferite: Firenze e Roma. Ricordo ancora l’emozione provata davanti alla casa di Leonardo a Vinci: indimenticabile. Dunque l’interesse e la passione posso dire che sono nate e cresciute con me, poi a 27 anni ho incontrato un amico, manager di una importante società del settore, che mi ha introdotto nel mondo dell’arte contemporanea e da allora ho la fortuna di poter coniugare passione e professione".

Qual è stato il primo evento che “ha tenuto a battesimo”?

"Il primo evento interamente ideato e organizzato è stato “Forme in mostra”, personale di Leonardo Lucchi alla Fondazione Mazzullo di Taormina nel 2008 con presentazione critica di Lucio Barbera. Cinquanta sculture, alcune di dimensioni monumentali, di un artista acclamato in tutta Europa esposte in un luogo incantevole: un successo. Ma voglio ricordare anche la prima esperienza in assoluto, in cui ho collaborato come semplice consulente, e cioè la posa dell’Enea di Ugo Attardi a La Valletta nel 2004, in occasione dell’ingresso di Malta nell’Unione Europea, sotto l’Alto Patronato dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Un monumento al centro del Mediterraneo dedicato ad un fuggiasco in cerca di un approdo sicuro dove far crescere suo figlio: niente di più attuale".

Come è cambiato negli anni il modo di concepire l’arte, sia da parte degli artisti che del pubblico che ne fruisce?

"A fine ‘800 l’avvento della fotografia ha spinto gli artisti a cercare nuove frontiere di ispirazione; sono state percorse mille strade, alcune illuminanti e altre senza ritorno. Il pubblico ci ha messo un po’ a comprendere - perché capisco che possa essere complicato, come comunicare in una lingua sconosciuta, accettare quale opera d’arte una tela tagliata o una scatoletta dal contenuto “bizzarro” - ma oggi quelle stesse opere vengono osannate come capolavori e gli autori vengono celebrati come maestri. All’inizio di questo secolo la rivoluzione digitale non solo ha creato una platea globale ma sta anche avverando la profezia di Andy Warhol: ognuno ha il suo quarto d’ora di celebrità. Il pubblico, che ora capisce in fretta, è diventato a sua volta parte attiva nella fruizione e anche nella produzione e divulgazione di informazioni, immagini, suoni, filmati. Ognuno, paradossalmente, potrebbe dire di essere un artista. Ma non è così, perché credo che esista una peculiarità: l’artista ha la sensibilità di cogliere e trasmettere prima degli altri i segnali del tempo e della storia. Quello che è cambiato è il linguaggio di espressione, anche se sono convinto che la pittura e la scultura non moriranno mai, perchè sono la perfetta sintesi della relazione tra l’uomo e la materia".

Quanto conta la “cornice” in cui le opere vengono esposte, e quali sono, se ve ne sono, le caratteristiche che rendono un’ambientazione unica?

"La location e l’allestimento sono fondamentali per apprezzare nel modo migliore un’opera d’arte. C’è molta differenza tra una sala del ‘400 con i muri in pietra e un “white cube” contemporaneo, per cui il percorso espositivo, la suddivisione dello spazio e l’illuminazione diventano elementi basilari per esaltare la visione delle opere. Personalmente nel corso degli anni ho anche sperimentato allestimenti “alternativi”, come quello “multisensoriale” ideato per la Settimana della Cultura MiBAC 2010 a Messina, dove era possibile toccare le sculture esposte a Villa Pace immersi in un’atmosfera particolare ottenuta con suoni, odori e giochi di luce. L’apprezzamento è stato unanime ma sono anche consapevole che ciò che conta veramente è la qualità delle opere. Una crosta rimane una crosta, anche se esposta al Louvre!"

Da “addetto ai lavori” può dirci quanto conta l’arte oggi e cosa vorrebbe veder cambiare?

"L’arte ha da sempre un ruolo fondamentale nella vita dell’essere umano. Quale? L’educazione alla bellezza e ai sentimenti. Inoltre, se oggi conosciamo il nostro passato, anche quello più remoto, lo dobbiamo a qualcuno che ha sentito la necessità di testimoniare il tempo e l’epoca in cui ha vissuto. Oggi questo ruolo antichissimo e vitale, in parte soppiantato dai mass media, è sottovalutato da molti, in primis da chi sta al potere. Non basta dire che l’Italia è il paese con il più importante patrimonio artistico al mondo se poi si procede con la soppressione dell’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole e la discutibile (a dir poco) amministrazione della ricchezza mobiliare ed immobiliare. Dunque l’arte di per sé conta molto, ma viene considerata poco e gestita male. Sono fermamente convinto che tutto debba ripartire dalla didattica e dalla condivisione. Ci sono tante cose che secondo me si potrebbero fare subito sia dal punto di vista educativo che da quello conservativo e non ultimo da quello commerciale. Penso per esempio alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione “attiva” verso la tutela del patrimonio artistico e architettonico, al coinvolgimento di associazioni e privati nella gestione di alcuni spazi pubblici; ad una fiscalità di vantaggio per tutto il sistema dell’arte. Non mi invento nulla, credo che basterebbe prendere esempio da chi nel mondo considera l’arte come una risorsa impareggiabile, umana ed economica, e non come un noioso fardello di cui si può fare anche a meno. Ma io sono tra coloro che pensano che la bellezza salverà il mondo e dunque anche le persone".

Gli utlimi eventi curati da Giuseppe Morgana sono stati: “Secondo natura” di Fabio Salafia, recentemente intervistato da infooggi.it, e “Dipinti” di Sergio Fiorentino. Entrambe le manifestazioni sono inserite nella sezione mostre del programma di Taobuk 2013. L'Art Consultant ha poi in programma una triplice mostra dedicata a Giuseppe Mazzullo, per la chiusura delle celebrazioni del centenario della sua nascita in collaborazione con la Provincia Regionale di Messina e la Galleria Provinciale Lucio Barbera, la Fondazione Mazzullo ed il Comune di Taormina, il Museo Mazzullo ed il Comune di Graniti.

Gli artisti interessati che vorranno approfittare dell'opportunità di essere inseriti nella rubrica InArt possono inviarci una descrizione del proprio lavoro, biografia, curriculum artistico, qualche foto o video delle proprie opere e/o delle proprie performance. La redazione provvederà a selezionare il materiale ricevuto e a pubblicare periodicamente - all'interno della rubrica (M) arte - recensioni e interviste. Il materiale può essere inviato all'indirizzo e-mail inart.infooggi@gmail.com. 

Katia Portovenero 

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