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Tour #NonCiFermaNessuno, grande successo all'UniCal: intervista esclusiva a Luca Abete [FOTO]

Calabria

COSENZA, 4 DICEMBRE 2015 – Per il secondo anno il Tour #NonCiFermaNessuno con Luca Abete (Striscia la notizia) è stato all’Università di Cosenza. Il 2 dicembre il Teatro Piccolo del campus ha ospitato l’iniziativa che quest’anno ha due anime: una motivazionale, durante l’evento di Luca che invita i ragazzi a non abbattersi mai davanti alle difficoltà, per raggiungere i propri sogni; e l’altra benefica: infatti durante tutta la giornata sono stati donati pacchi di pasta al Banco alimentare.

L’incontro di Luca Abete con gli studenti dell’università si è tenuto alle ore 12 nel Teatro Piccolo Unical. Il progetto è stato ideato dallo stesso Abete, e dopo il successo della scorsa edizione, che ha visto la partecipazione di più di 20mila studenti nelle varie università d’Italia, è tornato all’Unical con una formula nuova e un successo ancora maggiore. Il meccanismo è semplice: per ogni selfie sorridente ispirato all’hashtag #NonCiFermaNessuno inviato attraverso l'app ufficiale sul sito www.noncifermanessuno.net sono stati donati pacchi di pasta al Banco Alimentare, grazie alla collaborazione di Pasta Antonio Amato e Pasta Lori, che a fine tour si trasformeranno in un grande dono per tutte le persone che hanno realmente bisogno. Ai 5000 i contributi raccolti nelle precedenti tappe si sono aggiunti i 1200 pacchi di pasta donati durante la giornata. [MORE]

“Cosenza ci ha ospitato già lo scorso anno con grande entusiasmo” ha commentato Luca Abete. “Quest’anno è andata ancora meglio! Ho raccontato ai ragazzi la mia storia e perché non devono mai arrendersi davanti alle difficoltà. La partecipazione dell’università, dal Rettore, ai professori fino agli studenti, è stata incredibile”. Dalla mattina, l’università ha ospitato, in un’area dedicata, i desk dell’iniziativa e delle numerose aziende partner che partecipano al progetto e offrono gadget, informazioni e possibilità di inserimento lavorativo: ASUS, Tecnocasa, Best Western Italia, MyWeb School, accompagnano il tour per offrire opportunità e dialogare con gli universitari. Lo staff del tour, intanto, ha fatto scaricare l’app per ricevere i selfie al grido di #NonCiFermaNessuno.

Alle ore 12 si è poi tenuto l'evento con Luca Abete: un incontro durante il quale l’inviato di Striscia ha svelato se stesso, i suoi esordi, e grazie al suo racconto ha regalato agli studenti messaggi positivi e carichi di speranza. L’incontro è stato preceduto da un intervento della professoressa Carmen Argondizzo, presidente del Centro Linguistico di Ateneo, che ha presentato anche i numerosi progetti artistici e culturali dell’Unical, tra cui la “chiamata alle arti” che ha permesso di decorare con Murales alcune zone del campus. A metà incontro c’è stato anche un gradito intervento del Magnifico Rettore Gino Crisci. Al progetto partecipano anche quest’anno vari partner tra cui: ASUS, il Centro di Ricerca e Servizi Impresapiens – Università La Sapienza, PoliEco, Tecnocasa, Best Western Italia, Pasta Antonio Amato e Pasta Lori, Banco Alimentare, MyWeb School, Uisp, E.b.esse, Radio 105 (radio ufficiale) e Uninews24.

 

L'intervista esclusiva rilasciata da Luca Abete ai microfoni di InfoOggi.

 

- Il Tour #NonCiFermaNessuno è reduce dalla tappa di Cosenza. Un tour che, visti i numeri, è già un successo. Dunque, possiamo davvero affermare che non vi ferma più nessuno?

“Il successo di un tour è conferito dai numeri, quindi dai consensi delle persone. Io penso che la bontà del lavoro che stiamo portando avanti venga fuori non tanto dai numeri ma dai riscontri in termini qualitativi che stiamo incontrando. #NonCiFermaNessuno non è soltanto una giornata in cui si parla di questo argomento. Si tratta infatti dello sviluppo di un percorso che ognuno può comunque vivere come meglio crede. Ci stiamo rendendo conto, tappa dopo tappa, che i ragazzi avevano proprio bisogno di questo messaggio. Un messaggio che va a completare il percorso che le università portano avanti dal punto di vista didattico”.

- Quella di Cosenza è stata la decima tappa di questo innovativo tour motivazionale. In questi 10 appuntamenti cosa hai visto negli occhi degli studenti?

“Quest’anno, intanto, abbiamo avuto modo di riabbracciare gli studenti che sono stati presenti lo scorso anno e anche in quest’occasione non sono voluti mancare. Gli sguardi sono sempre quelli: di grande curiosità all’inizio, qualcuno un po’ scettico. Sono sguardi che però pian piano s’illuminano. Il finale è sempre lo stesso, attenzione massima e sguardo dei ragazzi pieno di ammirazione. È una scaletta di emozioni, la nostra: ci sono momenti in cui si ride, momenti in cui l’atmosfera si fa molto seriosa e ci sono momenti in cui ci si commuove”.

- Visto il tempo in cui viviamo, tra crisi lavorative, economiche e quant’altro, quanto può essere difficile trasmettere ottimismo, trasmettere energia?

“Trasmettere energia è una cosa molto difficile. Questo perché, i canali per raggiungere l’attenzione e la credibilità, di certo non sono quelli scontati. Il successo di questo messaggio sta nel fatto che noi vogliamo far capire ai ragazzi che con uno stile di vita diverso, da un modo diverso di concepire l’esistenza, il rapporto con gli altri e il rapporto con se stessi, ecco da lì può nascere una grandissima scoperta delle proprie potenzialità. Potenzialità che poi serviranno nella vita, nel lavoro e negli hobby. E quando uno fa le cose per bene e ha molti interessi, quella persona diventa competitiva”.

- Al termine del tuo intervento all’UniCal, hai avuto modo di ammirare alcune opere all’esterno dell’Università. Di cosa si tratta?

“L’atmosfera che c’è in alcuni campus è davvero molto coinvolgente. A Cosenza sono stato a spasso con gli studenti all’interno del campus, in una bellissima giornata di sole, a guardare i murales che sono stati realizzati. Dei graffiti davvero molto belli. Per fortuna, al giorno d’oggi, si è capito che in un luogo dove bisogna studiare c’è bisogno di avere intorno anche degli elementi stimolanti che possono darti anche quella predisposizione allo studio”.

- Con il mese di dicembre, hai raggiunto un altro grande traguardo grazie ad un altro grande progetto. Ovviamente parlo di OnePhotoOneDay.

“Io sono sempre stato un appassionato di fotografia, ma non come fotografo. Ho sempre pensato alla fotografia come uno strumento utile a comunicare qualcosa. Quando ho scoperto la potenza delle fotocamere digitali io ero letteralmente impazzito. Il 1° dicembre 2010 ho pensato di così di fare un diario di bordo della mia esistenza. Raccontare un anno e vedere la mia evoluzione, non solo lavorativa. Posso dire di aver iniziato a farmi i selfie prima che i selfie nascessero. Questa è una cosa che io consiglio a tutti: scattarsi una foto al giorno e metterla in album. Io, ad esempio, guardando ciascuna foto sono in grado, oggi, di capire dov’ero quel giorno, con chi ero e soprattutto respirare l’atmosfera di quel giorno”.

- La foto n° 1827, l’hai scattata tre giorni fa con alcuni studenti, tra l’altro nella tua terra, e crediamo abbia per te un significato molto particolare. Ci vuoi dire quale?

“Ogni incontro che io tengo con gli studenti è sempre una festa. È stata una coincidenza, ed è stata anche un’occasione per festeggiare l’ottimismo, il pensare positivo e ovviamente l’inizio del sesto anno di OnePhotoOneDay. È stata una grande sorpresa perché mi hanno fatto trovare una miriade di fogli con su la stampa del numero cinque. È stato fantastico”.

Giovanni Cristiano & Filippo Coppoletta