Ultimatum del Pd a Rosario Crocetta: "Il Pd o il Megafono"
PALERMO, 24 LUGLIO 2013 - La Commissione nazionale di garanzia del Pd, presieduta dall'europarlamentare Luigi Berlinguer, ha preso una decisione riguardo "il caso Crocetta", ed ha stabilito ieri sera l'importanza del rispetto delle regole interne al partito, ribadendo che la doppia militanza è incompatibile.
Alla riunione si è tenuto conto dell’esposto del senatore Wladimiro Crisafulli che contestava la doppia militanza in Pd e Megafono. Proprio sabato scorso la direzione regionale del Pd aveva votato per il divieto della doppia militanza nel partito democratico e nel movimento del Megafono, facendo scattare la reazione di Crocetta che vedeva in questo un freno alla sua azione di governo.
La Commissione ha evidenziato il tutto richiamando l'articolo 2 comma 9 dello statuto del Pd: "Sono escluse dalla registrazione nell'anagrafe degli iscritti e nell'Albo degli elettori del Pd le persone appartenenti ad altri movimenti politici o iscritte ad altri partiti politici o aderenti a gruppi consiliari diversi da quello del Partito democratico".
I garanti, pur riconoscendo che "è nella natura stessa del partito allargare le sue iniziative, aumentare i suoi contatti con la società e i suoi movimenti", ha sottolineato che "l'esistenza di episodi e di presenze collaterali al partito non può trasformarsi in una organizzazione di iscritti e in una strutturazione parallela articolata, finalizzata ad una presenza permanente sulla scena politica che risulterà e risulterebbe alternativa e contraria alle normative che disciplinano la vita interna del Pd".
Inoltre, secondo quanto evidenziato ieri, non risultano esistere accordi tra il Pd e il Megafono "che possano consentire agli iscritti del Pd di far parte di altri movimenti politici o agli eletti di aderire a gruppi consiliari diversi dal Pd stesso; nè ad iscritti che ricoprano incarichi istituzionali nè' ad eletti nelle liste del Pd è consentito sottrarsi al dovuto versamento al Partito dei contributi così come previsto da Statuto e Regolamento finanziario".
La Commissione avrebbe invitato anche il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ad evitare di denigrare il partito democratico, sostenendo che una "leale collaborazione non può essere favorita da formulazioni assolute e indiscriminate di denigrazione e di accusa rivolte al Partito e ai suoi dirigenti". Se Crocetta non dovesse uniformarsi a quanto stabilito ci sarebbero altri pronunciamenti.
Il governatore Crocetta già ieri, durante una conferenza stampa sui temi della sanità, aveva comunque commentato l'accaduto in modo sarcastico: “Mi aspettavo una telefonata da Epifani. Ma loro sono impegnati in questa lotta infinita tra correnti e probabilmente non piacciono coloro che vogliono guastare il gioco. Dovremmo assistere in silenzio al giochetto delle correnti, ma mi oppongo a questa logica. Se vogliono cacciarmi lo facciano pure, se vogliono farmi passare per un eretico io da sempre sono stato un eretico”.
(Foto dal sito huffingtonpost.it)
Katia Portovenero[MORE]
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