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Coronavirus. Ricercatrice Spallanzani: allenate per fronteggiare emergenza

Lazio > Roma

Coronavirus. Ricercatrice Spallanzani: allenate per fronteggiare emergenza. Capobianchi: da noi costante monitoraggio su quello che accade nel mondo
ROMA 18 FEB - "Noi abbiamo un allenamento costante a fronteggiare l'emergenza. Siamo come una molla che si carica e lavora per essere carica, per poi essere rilasciata quando serve. Questo vuol dire che facciamo un continuo monitoraggio di quello che accade nel mondo e quando ci sono avvisaglie di qualcosa che sta venendo fuori, mettiamo in campo le nostre conoscenze, competenze e la nostra esperienza in ambito nazionale e internazionale".

Lo ha detto la direttrice del laboratorio di virologia dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Maria Rosa Capobianchi, intervistata dall'agenzia Dire. Capobianchi, fa parte del team di donne, composto da Concetta Castilletti e Francesca Colavita, che hanno isolato il nuovo Coronavirus in Italia. "A gennaio- ha raccontato la direttrice del laboratorio dello Spallanzani- e' venuto fuori che forse c'era qualcosa di preoccupante, cioe' un cluster di polmoniti.

E gli scienziati cinesi, devo dire a tempo di record, hanno scoperto l'agente, ne hanno pubblicato la sequenza con trasparenza e tempi migliori rispetto a quelli che hanno caratterizzato la risposta alla SARS. Una volta pubblicata la sequenza, tutti i laboratori di punta si sono organizzati per cercare di mettere a punto i metodi, tra cui anche noi. Subito dopo l'Oms ha pubblicato un protocollo diagnostico e lo abbiamo adottato sui primi pazienti che arrivavano con sospetto all'Istituto. La prima diagnosi l'abbiamo fatta il 29 gennaio, quando sono arrivati i due turisti cinesi, e non nascondo che ci sono stati attimi di trepidazione: eravamo ad un'attivita' di formazione e divulgazione interna per un aggiornamento e ricordo che i vari laboratoristi si scambiavano cenni dicendo 'il test e' in corso!'.

Poi punto e' venuto fuori che era positivoà". A quel punto, ha raccontato Capobianchi, "ci siamo immediatamente attivati per mettere in piedi l'isolamento virale. Non e' una pratica comune ma, quando ci sono i virus, bisogna avere il virus. La sequenza e' stata resa disponibile fin dal 10 gennaio e quello e' un dato importante, come la carta d'identita', perche' si puo' usare per capire come confezionare il vestito a quel ricercato, ma non si puo' usare per capire le caratteristiche biologiche". Ma non basta neppure isolare il virus, perche' "quando c'e' un adattamento del virus ad una nuova nicchia ecologica, in questo caso l'uomo- ha spiegato la ricercatrice- e' importante capire qual e' la variabilita', quindi bisogna confrontarsi tra i vari laboratori per capire se l'agente che stiamo guardando si modifica, perche' poi dobbiamo adattare i metodi diagnostici e capire qual e' il suo potenziale. È importante allora che nelle prime fasi piu' laboratori facciano piu' sequenze e isolamenti- ha concluso- e che si mettano in comune in banche dati. Noi lo abbiamo inserito gia' in tre circuiti".

CORONAVIRUS. RICERCATRICE SPALLANZANI: CONSEGNATA SEQUENZA INTERO GENOMA. CAPOBIANCHI: "ORA PUNTIAMO A DESCRIVERE SUA TRACCIA EVOLUTIVA"

"Ieri abbiamo consegnato un lavoro che descrive la sequenza dell'intero genoma del virus e l'abbiamo determinata paragonandola alle altre sequenze". Lo ha detto la direttrice del laboratorio di virologia dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Maria Rosa Capobianchi, intervistata dall'agenzia Dire. Capobianchi, fa parte del team di donne, composto da Concetta Castilletti e Francesca Colavita, che hanno isolato il nuovo Coronavirus in Italia.

"Al momento ci sono delle piattaforme di condivisione che sono state importanti per Ebola e che ora naturalmente sono molto importanti per il Coronavirus- ha proseguito Capobianchi- Ci sono un centinaio di sequenze gia' disponibili, che vengono da varie parti del mondo, alcune dalla Cina alcune da altri Paesi extra Cina che hanno registrato casi. Al momento si vede che il virus si sta adattando e quindi ci si aspetta che mostri un po' di variazione. Per ora c'e' una tendenza molto piccola a cambiare.

Quello che si puo' dire e' che il virus va seguito perche' si deve cercare di arrivare con l'analisi filogenetica, cioe' con il paragone delle sequenze e l'identificazione delle somiglianze tra i ceppi, a descrivere una traccia evolutiva. Ed e' quella che poi, modellizzandola- ha concluso- ci potra' dire quanto ci aspettiamo di cambiamento nel corso del tempo".


CORONAVIRUS. RICERCATRICE SPALLANZANI: PRECARIATO FA PARTE RICERCA. CASTILLETTI: MA CON DETERMINAZIONE SI ARRIVA. NOSTRO LAVORO ENTUSIASMANTE
 "È un lavoro entusiasmante e sono felice di farlo. Sono stata anche io precaria a lungo, perche' la ricerca e' cosi'. Ma con tanta determinazione e tanto desiderio si arriva a farlo". Lo ha detto la ricercatrice dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Concetta Castilletti, intervistata dall'agenzia Dire. Castilletti fa parte del team di donne, composto da Maria Rosa Capobianchi e Francesca Colavita, che hanno isolato il nuovo Coronavirus in Italia.

"È un lavoro di gruppo, ognuno mette su un mattoncino- ha proseguito- e tutto il laboratorio partecipa alla realizzazione dei test diagnostici e alle diagnosi di routine". La virologia classica e' quella che alla ricercatrice sta "piu' a cuore- ha raccontato- e da parte di tutti noi c'e' la volonta' di mantenerla attiva perche' e' fondamentale, come per esempio nel caso del Coronavirus. Ormai non si usa piu' nella routine diagnostica, ma noi cerchiamo di mantenere sempre attive le colture cellulari, anche confrontandoci con gli altri ricercatori, per cercare di dare sempre il meglio nel risultato.

In questo caso eravamo da tempo pronti con le cellule che passavamo in continuazione, perche' si dovevano mantenere in attiva replicazione per permettere al virus di crescere bene. Speravamo che il virus non arrivasse, ma c'era questa possibilita'. Quindi abbiamo cercato di fare subito l'isolamento e abbiamo avuto dei risultati buoni. Ci abbiamo messo tutte le nostre capacita', ma devo dire anche che una buona dose di fortuna ci ha aiutato", ha concluso Castilletti.

CORONAVIRUS. DIRETTRICE SPALLANZANI: ABBIAMO DIMOSTRATO DI ESSERE ECCELLENZA. "UNIAMO RICERCA AD ASSISTENZA, ISTITUTO COLLABORA CON ORGANISMI INTERNAZIONALI"

"Siamo molto orgogliosi e contenti di avere avuto la possibilita' di dimostrare al grande pubblico che esistiamo e che siamo un'eccellenza. Lo Spallanzani e' un istituto nazionale a carattere scientifico, ma anche sul piano internazionale abbiamo molte collaborazioni con organismi e istituzioni". Cosi' la direttrice generale dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Marta Branca, intervistata dall'agenzia Dire.

"La nostra caratteristica e' quella di avere una duplice veste: da una parte la ricerca, che e' molto complessa- ha proseguito- con strumentazioni e laboratori di altissima specializzazione nel campo delle malattie infettive, dall'altra l'assistenza ai pazienti".

Ha quindi aggiunto Branca: "Siamo abituati a far fronte alle malattie infettive, sia a quelle piu' frequenti sia a quelle emergenti ed epidemiche, come nel caso attuale del Coronavirus.

Ricorderanno tutti, negli anni passati, che siamo stati alla ribalta per i casi Ebola, ma continuamente ci sono malattie emergenti che vengono da altri Paesi e che trovano nelle nostre professionalita' e competenze, nei nostri infettivologi, biologici e ricercatori, la capacita' di far fronte a queste emergenze", ha concluso.

CORONAVIRUS. RICERCATRICE SPALLANZANI: VIRUS SIMILE AD ALTRI, STUDI PROSEGUONO. COLAVITA: "DIETRO A ISOLAMENTO TANTO LAVORO E FATICA, MA ANCHE SODDISFAZIONE"

"Che faccia ha il Coronavirus? È molto simile ad altri virus che gia' si conoscono, non si conosce ancora bene il livello di patogenesi, quindi gli studi andranno avanti per capire come si comporta a livello dell'ospite. Ci sono anche studi per capire dove questo virus origina, quindi e' tutto in divinire". Cosi' la ricercatrice la ricercatrice dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Francesca Colavita, intervistata dall'agenzia Dire. Colavita, fa parte del team di donne, composto da Maria Rosa Capobianchi e Concetta Castilletti, che hanno isolato il nuovo Coronavirus in Italia.

"L'isolamento del Coronavirus era una cosa che volevamo fare e in tempi rapidi- ha aggiunto Colavita- perche' era necessario. La preparazione e' stata repentina e abbiamo cercato di fare tutto al meglio". Francesca ha raccontato poi "l'emozione" di lavorare in un posto come l'Istituto Spallanzani: "È un'opportunita' stimolante- ha detto- In questi sei anni di impegno a 360 gradi ho potuto fare tantissima esperienza sia a Roma sia all'estero. E ogni volta che ci si trova di fronte a questi grandi eventi dietro c'e' sempre tanto impegno, tanto lavoro e tanta fatica, ma ci sono anche tante emozioni.

Ci sono difficolta' ma anche gioie, perche' arrivare ad un risultato come questo e' una soddisfazione sia personale sia professionale. Una soddisfazione per noi ma in generale per il Servizio sanitario nazionale e per la comunita' scientifica internazionale", ha concluso.

CORONAVIRUS. DIRETTRICE SPALLANZANI: PER FRANCESCA NON PARLEREI PRECARIATO. BRANCA CHIARISCE ITER CONTRATTUALE DELLA GIOVANE RICERCATRICE

"Ci sono forme di precariato che durano anni, dove le persone non hanno tutele. Ma nel caso di Francesca non parlerei di precariato". Cosi' la direttrice generale dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Marta Branca, intervistata dall'agenzia Dire, ha voluto chiarire l'iter contrattuale di Francesca Colavita, la ricercatrice dello Spallanzani che, insieme a Maria Rosa Capobianchi e Concetta Castilletti, ha isolato il nuovo Coronavirus in Italia. "Francesca e' una ricercatrice molto giovane che e' da noi da qualche anno- ha detto- si e' laureata e specializzata facendo un tirocinio nei nostri laboratori. Come tanti altri ricercatori ha partecipato ad un avviso per una collaborazione continuativa su un progetto, poi le abbiamo fatto un avviso di contatto a tempo determinato".

Ma dal momento che Francesca voleva "giustamente stabilizzarsi", ha spiegato ancora la direttrice generale dello Spallanzani, e "poiche' per entrare nel pubblico impiego bisogna fare dei concorsi, lei ha approfittato del fatto che in un'altra azienda c'era un concorso. Per cui ha partecipato a questo concorso. Il suo desiderio era pero' di rimanere allo Spallanzani, quindi quando l'azienda di Campobasso ha scorso la graduatoria per prendere i biologi, lei ha optato per rimanere con noi.

E noi stessi a novembre avevamo chiesto all'azienda di Campobasso di concederci la graduatoria per assumerla, come abbiamo fatto in moltissimi altri casi per altri ricercatori. L'azienda pero' purtroppo, avendo bisogno di biologici, non ci ha dato subito la possibilita' di assumerla. Ma poi in questa occasione si e' dimostrato il fatto che Francesca e' molto piu' vocata alla ricerca piuttosto che a lavorare in un'azienda ospedaliera. Alla fine ci hanno concesso la graduatoria e l'abbiamo assunta", ha concluso Branca.

CORONAVIRUS. RICERCATRICE SPALLANZANI: INVITO A SANREMO? MOLTO IMBARAZZATA. COLAVITA: "MIO DESIDERIO ERA RIMANERE IN LABORATORIO, PER NOI NORMALITÀ"

"Se mi spettavo l'invito al Festival di Sanremo? No. Mi ha fatto piacere, ma a tratti mi ha molto scosso, perche' il mio desiderio era di rimanere in laboratorio con i miei colleghi e continuare a lavorare". Cosi' la ricercatrice la ricercatrice dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Francesca Colavita, intervistata dall'agenzia Dire. Colavita, fa parte del team di donne, composto da Maria Rosa Capobianchi e Concetta Castilletti, che hanno isolato il nuovo Coronavirus in Italia. "Da parte mia c'e' stato molto imbarazzo per essere al centro dell'attenzione- ha proseguito- Abbiamo semplicemente fatto il nostro lavoro, come lo abbiamo fatto in tante altre occasioni.  Penso all'epidemia di Chikungunya, Zika o Ebola. Per noi e' una soddisfazione ma anche la normalita'".

CORONAVIRUS. DIRETTRICE SPALLANZANI: UOMO NON AVREBBE FATTO SQUADRA. "CAPOBIANCO HA IMMEDIATAMENTE COINVOLTO ALTRE DUE RICERCATRICI"

"La dottoressa Capobianco e' una delle pochissime donne primario e capo dipartimento nella sanita' italiana. Ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca, nonostante abbia una famiglia. E ha tenuto a coinvolgere immediatamente le altre due ricercatrici che hanno isolato il Coronavirus, quando poteva benissimo dire: 'Sono io la responsabile dell'unita' operativa', cosi' il merito andava a lei. Lo devo dire: secondo me, se fosse stato un uomo al suo posto, non sono sicura che sarebbe andata cosi'...". Cosi' la direttrice generale dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Marta Branca, intervistata dall'agenzia Dire.

"Questo e' un lato che va sottolineato- ha proseguito- In questo senso le donne hanno una marcia in piu', a parita' di competenze. Sono modeste, fanno squadra e soprattutto coinvolgono gli altri". Le tre ricercatrici che hanno isolato il Coronavirus allo Spallanzani, ha concluso Branca, sono "tutte molto schive e soprattutto consapevoli di far parte di un gruppo dove c'e' sinergia e coesione. E questo non e' comune".