

Cosenza e Catanzaro, il bene e il male di un derby
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La sfida del Boxing Day ha detto tanto. E le squadre del Sud possono dire ancora tanto
Il Boxing Dayè sì un’usanza tipicamente inglese e della Premier League. In realtà però, ormai da un po’ di anni, il giorno di Santo Stefano, nel nostro Paese, si caratterizza per la Serie B. E, anche in questo 2024, non sono mancate sorprese, colpi di scena ed emozioni. Insomma, il più chiaro dei segnali per una fine dell’anno che può davvero dare tantissime risposte, e non solo dal punto di vista della classifica. Non è un caso che le luci dei riflettori siano stati in gran parte puntati sul derby tra Cosenza e Catanzaro. E i motivi di tutto ciò sono davvero tantissimi.
Soffermandosi solo e soltanto sulla classifica, apparirebbe chiaro e verrebbe da dire che il pari non sia servito a nessuna delle due squadre. I giallorossi non sono riusciti a fare uno scatto nella lotta per i play-off, mentre i silani sono rimasti al penultimo posto. L’evoluzione della partita fa però capire che le conclusioni e riflessioni sono in realtà ben differenti e del tutto diverse.
Un’ora circa in superiorità numerica non può che far pensare che gli uomini di Caserta abbiano letteralmente buttato al vento un’occasione d’oro per rientrare definitivamente nel giro che conta. Una partita che può davvero diventare l’emblema di una stagione di delusioni, di assenza di continuità e di ardore. Un po’ come se fosse l’annata del vorrei ma non posso. Di lavoro, per il tecnico dei calabresi, sembra essercene ancora tanto, forse addirittura troppo. Invece è piaciuto il carattere, la grinta, la determinazione e il non arrendersi mai dei rossoblu. Le lacrime di Alvini dopo il pari arrivato al minuto di recupero numero 16, sono il simbolo di chi crede in una salvezza che sembra difficile, ma non impossibile. L’atteggiamento deve essere sempre e comunque questo. E, mai come in questo caso, un punto può essere una nuova ripartenza e una rinascita.
Il derby calabrese è stato in realtà anche l’immagine di un momento tutto da decifrare per le squadre del Sud in questa fase del campionato di Serie B. Perché, si sa, in quest’ultimo, le certezze e i pronostici sono fatti per esser totalmente ribaltati. L’unica conferma, seppur negativa, è la Salernitana, la cui situazione è a dir poco disperata. Da studiare il cammino di Palermo e Bari. La vittoria dei siciliani nello scontro diretto ha messo in mostra più il momento no e il calo dei pugliesi che una vera crescita dei siciliani. L’inizio del 2025 darà però maggiori risposte. Discorso a parte per il quinto posto della Juve Stabia. Il ko con la Reggiana può esser considerato un incidente di percorso, ma gli scontri diretti che i campani avranno tra gennaio e febbraio avranno un’importanza vitale. La serie cadetta è davvero entrata nel vivo.