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Di mafia non si deve parlare!

Valerio Rizzo
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Di mafia non si deve parlare!
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REGGIO CALABRIA – Altra storia di “censure” preventive da annoverare nelle pagine nere del giornalismo.
Stiamo parlando del caso di Lucio Musolino, giornalista di Calabria Ora, il giornale diretto da Pietro Sansonetti, che è stato cacciato per le sue scomode inchieste sugli affari mafia-politica.
Il giornalista ventisettenne si è trovato da un momento all’altro con la porta chiusa in faccia e tutto è avvenuto nel silenzio più assordante dei mass media nazionali.[MORE]
E’ stato il Fatto Quotidiano, con cui Musolino collabora, a raccontare questa triste notizia, ma ha fatto anche emergere la vicenda di questo piccolo grande uomo che già nei mesi scorsi è stato più volte minacciato dalla ‘Ndrangheta e il 4 agosto scorso venne intimorito con una bomba nel suo giardino, con la scritta “questa è per te”.
Da allora il giovane vive sotto scorta e negli ultimi tempi si stava occupando delle collusioni tra alcuni politici regionali ed il malaffare.
Il suo “errore fatale” è stato l’aver pubblicato i nomi di consiglieri comunali e regionali, implicati in inchieste di mafia, tirando in ballo lo stesso presidente della regione Scopelliti, presente secondo la sua inchiesta ad una pranzo con imprenditori successivamente arrestati per mafia.
Il licenziamento è arrivato sabato mattina via fax.
Lo stesso editore, Piero Sansonetti, si difende precisando di non essere stato lui l’artefice di tale decisione, querelando Musolino che lo aveva accusato in tal senso.
Nel frattempo attestati di stima e di solidarietà hanno raggiunto il giovane giornalista e numerose sollecitazioni per riammetterlo in redazione sono giunte da grandi nomi del giornalismo come Giuseppe Caldarola, ex direttore dell’Unità, e da sindacalisti del calibro di Carlo Parisi, il segretario dell’Associazione stampa calabrese, ma anche dal Presidente della Federazione Nazionale della stampa, Roberto Natale che nota come in Calabria i giornalisti facciano un lavoro molto duro.
Diceva Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci”; tutti i calabresi onesti si augurano che alla fine vinca la giustizia!

 



Nella foto il giornalista Lucio Musolino
 


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Scritto da Valerio Rizzo

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