L'UE rinnova le sanzioni alla Russia ma esclude due oligarchi: il caso Usmanov e Fridman
I Paesi dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo per rinnovare per altri tre anni le sanzioni contro la Russia, mantenendo circa 3.000 persone ed entità nella lista nera. Tuttavia, due nomi di peso sono stati rimossi: gli oligarchi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. La decisione, presa su richiesta di Francia e Lussemburgo, ha scatenato dure reazioni, in particolare da parte del governo ucraino.
Il rinnovo delle sanzioni e le eccezioni
Il pacchetto di misure restrittive, che scadeva a metà marzo, è stato prorogato fino a marzo 2025. La lista comprende ancora migliaia di individui e aziende ritenuti vicini al Cremlino o coinvolti nell'invasione dell'Ucraina. Tuttavia, l'inclusione di Usmanov e Fridman è stata cancellata dopo intense negoziazioni.
Usmanov e l'accordo con l'Azerbaigian
Secondo fonti diplomatiche, la Francia avrebbe spinto per rimuovere Alisher Usmanov dalle sanzioni in cambio del rilascio di due cittadini francesi detenuti in Azerbaigian. Usmanov, magnate dell'acciaio e delle telecomunicazioni, avrebbe svolto un ruolo di intermediario nelle trattative. La notizia ha suscitato clamore, poiché l'oligarca è considerato uno degli uomini più ricchi e influenti vicini a Vladimir Putin.
Fridman e l'arbitrato da 16 miliardi
Il Lussemburgo, dal canto suo, ha premuto per escludere Mikhail Fridman, co-fondatore del gruppo Alfa, che aveva avviato un arbitrato internazionale contro il Granducato chiedendo un risarcimento di 16 miliardi di dollari. La sua rimozione evita un potenziale contenzioso miliardario, ma solleva dubbi sulla coerenza delle sanzioni europee.
La condanna dell'Ucraina
Il governo ucraino ha definito la decisione "vergognosa e ingiustificabile". Kiev sottolinea come l'allentamento delle misure nei confronti di figure chiave dell'economia russa minacci l'efficacia della pressione internazionale su Mosca. "Mentre l'Ucraina combatte per la propria sopravvivenza, l'Europa manda segnali di debolezza", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri ucraino.
Implicazioni e prossimi passi
L'episodio mette in luce le divisioni interne all'UE e il peso degli interessi nazionali. Mentre la Commissione europea insiste sull'unità, alcuni Stati membri sembrano privilegiare accordi bilaterali. Resta da vedere se il rinnovo delle sanzioni sarà sufficiente a mantenere la pressione sulla Russia, o se altre defezioni seguiranno.
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