Due condanne ed una assoluzione per la "faida dei boschi"
CATANZARO, 14 MARZO 2012 - Si è concluso con due condanne a 20 anni di reclusione ed un'assoluzione il processo celebrato con rito abbreviato davanti al gup di Catanzaro per l'omicidio dei fratelli gemelli Vito e Nicola Grattà, di 45 anni, compiuto a Gagliato l'11 Giugno 2010. Il giudice ha condannato Alberto Sia e Patrik Vitale, mentre il terzo imputato, Giovanni Catrambone, è stato assolto. I tre imputati furono arrestati dai carabinieri il 2 Luglio del 2010 su provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro. Secondo l'accusa, il duplice omicidio dei fratelli Grattà era maturato nell'ambito di quella che viene definita ''la faida dei boschi'', uno scontro armato che vede contrapposte cosche della 'ndrangheta che operano nella fascia ionica tra le province di Catanzaro e Reggio Calabria e in quella vicina di Vibo Valentia. [MORE]
Una delle vittime della faida è stato il boss Vittorio Sia, padre di Alberto, ucciso in un agguato il 22 Aprile del 2010. E proprio l'agguato mortale contro Vittorio Sia, per l'accusa, sarebbe stato all'origine dell'omicidio dei fratelli Grattà, Alberto Sia insieme a Vitale e Catrambone erano accusati di aver rubato lo scooter utilizzato per l'agguato.
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