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Eterno (Lega) contro il “patentino antifascista”: sui social la foto con il foglio nel cestino e lo slogan «Antifa mai»

Redazione
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Articolo segnalato da: Mattia Rubato
Eterno (Lega) contro il “patentino antifascista”: sui social la foto con il foglio nel cestino e lo slogan «Antifa mai»
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Il militante leghista Ferenc Venturelli, conosciuto sui social con il soprannome di “Eterno”, ha pubblicato un post che sta facendo discutere. Nell’immagine condivisa, Venturelli è ritratto mentre getta via un foglio con la scritta “patentino antifascista”, accompagnato dalla frase ben visibile “Antifa mai”.

 

Nel testo a corredo della fotografia, l’esponente leghista critica l’idea che, per partecipare a una fiera del libro, un editore debba sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai valori antifascisti.

 

«Il cosiddetto “patentino antifascista” per partecipare a una fiera del libro? Ma stiamo scherzando?

 

Se un editore vuole partecipare, deve davvero sottoscrivere una dichiarazione politica obbligatoria? A me sembra un principio sbagliato. La libertà di espressione dovrebbe valere per tutti, senza certificati ideologici da firmare.

 

Sia chiaro: non sono fascista. Ma proprio per questo non accetto che qualcuno distribuisca patenti di legittimità politica decidendo chi è abbastanza “puro” per partecipare a un evento culturale.

 

La cultura dovrebbe essere confronto, non selezione ideologica. Chi oggi pretende una firma obbligatoria in nome della libertà rischia di ottenere l’effetto opposto.

 

E aggiungo una cosa: Antifa mai. Non condivido quei gruppi che in diverse occasioni hanno scelto lo scontro, la violenza o il danneggiamento come forma di protesta. Le proprie idee si difendono con il dibattito democratico, non con l’aggressività nelle piazze.»

 

Il post ha rapidamente attirato commenti e reazioni sui social, dividendo gli utenti tra chi condivide la critica verso l’introduzione di dichiarazioni ideologiche obbligatorie per partecipare a eventi culturali e chi, al contrario, ritiene legittima la richiesta di un’esplicita adesione ai valori antifascisti da parte degli espositori.

 

La pubblicazione riaccende così il dibattito sul rapporto tra libertà di espressione, partecipazione agli eventi culturali e contrasto alle ideologie antidemocratiche.


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Scritto da Redazione

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