Gioco illegale online, la mappa delle regioni che cercano i siti senza licenza: il Sud in testa
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Articolo segnalato da:
Daniele Alfieri
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~3 min
Un'analisi di Casinos.com su cinque anni di ricerche Google misura la domanda di gioco illegale in Italia regione per regione. Sullo sfondo, oltre 9 milioni di utenti attivi in un mercato nero che vale 3 miliardi di euro l'anno.
Quasi mille siti di gioco senza licenza attivi in Italia. Domini oscurati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che tornano online in poche ore sotto un altro nome. Bot su Telegram che vendono finti algoritmi capaci di prevedere vincite sulle slot. È la fotografia del gioco illegale scattata dall'ultimo report dell'Osservatorio Nexus: un apparato imponente, costruito per non fermarsi mai. Resta però una domanda, quella che sta a monte di tutto: chi va a cercarsi il gioco senza regole? E da dove?
Per provare a rispondere, Casinos.com ha messo sotto la lente cinque anni di ricerche Google su quattro parole chiave che gli italiani digitano centinaia di volte al mese: "casinò non AAMS", "trucchi slot", "Telegram casino", "casinò stranieri". Quattro porte diverse per lo stesso ingresso. La geografia che ne viene fuori è tutto tranne che uniforme, e quasi tutte le strade portano a Sud.
Un fenomeno che riguarda tutto il Paese
La ricerca più diffusa è "casinò non AAMS", la formula con cui si cercano gli operatori fuori dal circuito concessorio italiano (AAMS è la vecchia sigla dei Monopoli di Stato, assorbiti nell'ADM già nel 2012, ma nel gergo dei giocatori resiste ancora). È l'unica delle quattro presente in tutte e venti le regioni, dalla Basilicata che guida con il punteggio massimo di 100 fino al Trentino-Alto Adige, ultimo a 51.
La classifica però pende tutta da una parte. Dopo la Basilicata vengono Molise e Sicilia a 97, Calabria a 95, Campania e Puglia a 91: le prime sei posizioni sono tutte meridionali. Il primo territorio fuori dal Mezzogiorno è l'Abruzzo, settimo a 85, seguito da Lazio e Lombardia appaiate a 80. Da lì in giù il Nord scivola verso il fondo, con la Liguria a 61 e le due autonomie alpine a chiudere la graduatoria.
Dalla Calabria al Lazio, gli altri primati
Su "trucchi slot" il primato è calabrese, punteggio pieno, davanti a Basilicata (80) e Campania (70). Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia chiudono la graduatoria a quota 20. Anche qui il baricentro sta sotto Roma, ma il dato merita una lettura diversa: chi digita quelle due parole non sta cercando un operatore, sta cercando una scorciatoia per fare soldi.
Su "Telegram casino", la ricerca che porta alle community dove i brand illegali sopravvivono agli oscuramenti, il vertice è affollato: Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Lazio dividono il punteggio massimo. La sorpresa arriva invece dai "casinò stranieri", dove la classifica si restringe a cinque regioni e il Lazio stacca tutti: 100, contro il 50 di Calabria, Sicilia, Puglia e Campania.
Dietro le ricerche, nove milioni di utenti sui siti illegali
Chi digita quelle parole trova ad attenderlo l'ecosistema misurato da Nexus: quasi mille siti illegali censiti, pagine che ne aggregano centinaia, community Telegram da decine di migliaia di iscritti. Nei primi sei mesi del 2026 quel circuito ha attirato 9,2 milioni di utenti italiani, per una raccolta stimata in un miliardo e mezzo nel semestre, tre miliardi su base annua.
Ed è un circuito che i blocchi non scalfiscono: a ogni dominio oscurato dall'ADM ne subentra in poche ore uno identico, stessi dati, stesso saldo nel conto dell'utente, mentre bot e canali tengono agganciata la clientela. Sono piattaforme che restano fuori da ogni obbligo di legge: nessun limite di deposito, nessuna verifica dell'età, nessun accesso al registro nazionale di autoesclusione e nessuna garanzia sul pagamento delle vincite.
Il commento
"I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda", commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. "Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore".
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