Nella cittadina ai piedi della Sila cosentina, l’ultima domenica di giugno è di scena il palio del Principe.
Dalla volontà di un gruppo di amici, amanti delle tradizioni della propria cittadina, nel 1991 nasce l’edizione moderna della giostra cavalleresca.
Il palio si svolge sotto forma di torneo in cui si sfidano gli 8 rioni di Bisignano. Coloratissimi e festosi gli abitanti dei vari quartieri, come le contrade senesi, sostengono il proprio cavaliere, che armato di lancia, dovrà infilzare gli anelli posizionati su 4 torri.
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Poi il cavaliere dovrà colpire il braccio del “saracino” che sorregge 3 cerchi concentrici di varie dimensioni. Le squadre gareggeranno con una formula ad eliminazione diretta sul “Campo del Sole” ed il “Campo del Muro”.
La manifestazione è preceduta da feste di quartiere, sfilate di costumi medievali. Bravissimi gli sbandieratori di Bisignano che si esibiscono in spettacolari coreografie.
Il palio prende origine dall’insediamento dei principi di Sanseverino a Bisignano.
La città di Bisignano, di origini antichissime, visse anni di splendore nel periodo in cui fu retta da questa nobile famiglia di Salerno.
Nel 1530 fu incoronato imperato Carlo V che fu legato da profonda amicizia con il principe di Bisignano Pietro Antonio e fu proprio nell’occasione della sua visita a Bisignano che il principe gli organizzò un’accoglienza trionfale, con feste e giostre, tornei cavallereschi e battute di caccia.
Da questo evento la tradizione del palio di questa cittadina piena di tradizione, dove ancora i maestri liutai della famiglia DeBonis, famosi in tutti il mondo, da secoli costruiscono strumenti a corda di finissima fattura.
I suoni particolari di questi strumenti hanno fatto sì che si rivolgessero a questi maestri i più grandi musicisti di ogni epoca.
Buon viaggio nel tempo.
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