Inaugurati ministeri al Nord. Di Pietro: "atto criminale"
ROMA, 24 LUGLIO 2011 – Ecco finalmente il tanto atteso trasloco di tre sedi distaccate dei ministeri di Economia, Semplificazione e Riforme a Monza. E con esso il relativo polverone di folklore politico italiano. [MORE]
Breve cerimonia di inaugurazione nella Villa Reale di Monza, sede che ospiterà gli uffici. All’interno fazzoletti e cravatte verdi, fuori contestatori muniti di tricolore e studenti dell’istituto d’arte che ha sede all’interno della Villa. “Non voglio questa gente a casa mia, rivoglio la Villa Reale e il parco”, sostiene una cittadina monzese. “Questi ministeri, oggettivamente, nemmeno agli elettori della lega interessano”, esprime un altro intervistato. Chi vuole quindi questi uffici ma soprattutto qual è il loro scopo? Le risposte, non molto convincenti, arrivano in primis dal sindaco di Monza, Marco Mariani, che orgoglioso dichiara come finalmente i cittadini potranno comunicare con il governo “senza fare chilometri per niente”. A questa motivazione, che poteva forse essere valida non pochi anni orsono, quando ancora non esisteva alcun tipo di comunicazione, si aggiungono quelle dei vari ministri che hanno visto “realizzare un sogno”. Calderoli spiega dunque il funzionamento di questa geniale ed utile trovata: “Noi staremo un paio di giorni su a Monza, ma l'importante è che sia aperto uno sportello per tutta la settimana - ha detto ieri sera il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli - i ministri saranno a Monza il lunedì e il venerdì per ascoltare i cittadini, le associazioni, e tutti quelli che verranno dal territorio. Credo sia un'ottima strategia per il futuro quella rappresentata dal governo che si avvicina al territorio e non il contrario”. E dato che, a breve, verrà aggiunta una scrivania per il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, anche lei ha voluto giustificare la sua presenza: “Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni che registrano le migliori performance turistiche in Italia e quindi è chiaro che una presenza vicina agli operatori è importante”.
All’arrivo di Bossi, con notevole ritardo da rockstar, lo show è assicurato. Banconote sventolate da più parti per sottolineare come il materiale degli uffici sia stato pagato dalle tasche dei ministri stessi, elogi al Nord, felice dell’acquisto (ma non i cittadini!), incuranza verso le polemiche da Roma (“che ci importa, siamo contenti al Nord”), per finire poi con un “cornuto” tra le stanche parole del leader del Carroccio rivolto a non si capisce bene chi.
L’opposizione, e non solo, s’infiamma. Il sindaco di Milano, Pisapia, ha commentato: “abbiamo assistito ad una buffonata, non certo ad una applicazione del federalismo”. L’Udc ha definito le nuove sedi “inutili sprechi” che fanno crescere “confusione e burocrazia”. E mentre per il Pd la Lega fa la guerra a Berlusconi ed Alemanno, Antonio Di Pietro è, fortunatamente come di consueto, meno politicamente corretto e giunge al sodo: “da una parte dicono che bisogna fare sacrifici e ridurre gli sprechi e dall'altra aprono sedi di rappresentanza per giocare con i sentimenti degli italiani del nord contro quelli del sud, e viceversa. La spesa pubblica si abbatte eliminando le Province, gli enti inutili, abbattendo i costi e gli sprechi della politica. Le sedi dei ministeri a Monza sono un atto criminale”.
Filomena Maria Fittipaldi
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