Nello stupendo locale “La vecchia Intavolata” del comune di Acquappesa (CS), è stato presentato il libro “Postmodernità e fine della ragione” (Pellegrini Editore, Cosenza 2010) del filosofo-pedagogista Michele Borrelli, ordinario di Pedagogia Generale nell’Università della Calabria, presidente del Centro Filosofico Internazionale Karl-Otto Apel e del Premio Internazionale per la Filosofia.[MORE] L’accesissimo dibattito filosofico, coordinato mirabilmente dalla professoressa Mirella Mannarino e a cui hanno partecipato numerosissimi intellettuali e figure istituzionali del Tirreno Cosentino, ha portato la filosofia – sulla scia del percorso socratico – nell’agorà del pubblico dibattito, creando con gli intellettuali presenti quell’atmosfera di dialogo, di incontro e di scontro argomentativo degno del filosofare vero delle nostra paideia occidentale. Quel filosofare, cioè, che non si chiude nelle accademie, ma che ha il coraggio di scendere in piazza per rimettersi al confronto e alla critica, o meglio: per rimettersi o darsi all’etica del discorso, come postula Karl-Otto Apel, amico carissimo del nostro filosofo calabrese. Il libro, a cui il filosofo cubano Raúl Fornet-Betancourt ha dedicato un elogio lucidissimo come postfazione, ripercorre le tappe centrali del pensiero filosofico occidentale nei suoi passaggi centrali dalla pre-modernità alla modernità e alla postmodernità e riporta la filosofia alle sue domande fondamentali di ricerca di senso. Il dibattito, organizzato sul modello di intervista, è stato strutturato da tutta una serie di domande che Ernesto Carnevale, profondo conoscitore del pensiero di Michele Borrelli, ha rivolto all’Autore e che hanno permesso a quest’ultimo di ripercorrere i passaggi più importanti e significativi che la ragione umana ha sviluppato nella storia del pensiero europeo. L’Autore, prendendo spunto dalle domande articolate e altamente differenziate di Carnevale, ha evidenziato, con la sua solita chiarezza espositiva e tutta una serie di felicissimi esempi, le differenze fondamentali tra la ragione oggettiva della pre-modernità (Platone), la ragione soggettiva della modernità (Kant) e la ragione frantumata della postmodernità (Lyotard, Foucault, Vattimo, Rorty). L’Autore ha poi concluso criticamente in riferimento ai tentativi postmodernistici di contestare totalmente la ragione umana: “La decostruzione della ragione è solo possibile all’interno e mai all’esterno di se stessa. Nessuno – questo vale anche per i filosofi postmoderni – può argomentativamente portarsi fuori dalla ragione come fondamento di ogni argomentazione e di ogni decostruzione. Col che ogni decostruzione totale della ragione non è altro che un tentativo vano e disperato, in altri termini: una consapevole o inconsapevole taciuta autocontraddizione”.
Attilio Romano
Poeta, scrittore e Dirigente del Centro UNLA di Paola
(notizia segnalata da Attilio Romano)
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