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“Bacharach in Love” incanta Borgia: una Prima Nazionale tra musica, cinema e memoria

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“Bacharach in Love” incanta Borgia: una Prima Nazionale tra musica, cinema e memoria
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Nel corso della nostra vita tutti creiamo, quasi senza accorgercene, un legame speciale con la musica. Ci sono canzoni che attraversano gli anni e rimangono associate a momenti vissuti o a persone che appartengono alla nostra vita. Basta riconoscere le prime note perché un ricordo torni improvvisamente presente. È da questa familiarità che ieri sera, nel Palazzo Mazza di Borgia, ha preso forma Bacharach in Love, il concerto dedicato a Burt Bacharach e inserito nel cartellone del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce. A interpretarlo sono stati Renato Geremicca, voce, Massimo Ghetti, flauto, e Luca Bonucci, pianoforte.

L’essenza della musica

La serata non si limita a riproporre alcune delle melodie più celebri di Bacharach, ma le riporta alla loro essenza. Gli arrangiamenti per voce, flauto e pianoforte mettono in luce quella sofisticata costruzione musicale che l’apparente immediatezza delle sue canzoni rischia spesso di nascondere. Il dialogo tra i tre musicisti diventa così parte integrante del racconto.

L’incontro con Bacharach

Prima di Alfie, sullo schermo alle spalle dei musicisti compare un video in cui Burt Bacharach è intervistato da Geremicca nel 2004 durante il Lucca Summer Festival. Poi arrivano le prime note con le quali Ghetti e Bonucci costruiscono un’introduzione elegante, mentre Geremicca entra nella melodia con misura. È un inizio coinvolgente, affidato a una delle pagine più intime del repertorio.

Il cinema dentro le canzoni

Dopo Alfie, il trio esegue melodie ormai entrate nella memoria collettiva: The Look of LoveRaindrops Keep Fallin’ on My HeadWalk on ByI Say a Little Prayer e Do You Know the Way to San José. A fare da contrappunto alla musica sono le immagini dei film ai quali molti di quei brani sono legati. Sullo schermo scorrono volti, scene e atmosfere che appartengono all’immaginario cinematografico nel quale quelle canzoni sono nate.

Ogni esecuzione del trio diventa così una sorta di film in bianco e nero che i musicisti colorano attraverso le proprie interpretazioni. Le immagini conservano il passato, la musica lo attraversa nuovamente e lo restituisce con tonalità diverse.

Il racconto entra nella musica

Tra un brano e l’altro, Geremicca racconta storie sulla vita artistica di Bacharach e sui personaggi che hanno incrociato il suo percorso. Racconta il sodalizio con Dionne Warwick, durato vent’anni, e poi il lato più leggero di Raindrops Keep Fallin’ on My Head, legato alle immagini di Butch Cassidy. Il racconto accompagna la musica senza interromperla, aggiungendo alla serata una dimensione personale e ironica.

Quando l’amore diventa intimità

This Guy’s in Love with You trova una dimensione particolarmente raccolta. La voce di Geremicca si muove con naturalezza dentro un arrangiamento delicato, mentre flauto e pianoforte accompagnano senza appesantire il disegno melodico.

Il dolore dell’amore perduto

Con God Give Me Strength arriva uno dei momenti di maggiore intensità. Il dolore dell’amore perduto attraversa la sala e prende corpo nell’interpretazione. Il brano nasce dall’incontro tra Burt Bacharach ed Elvis Costello e appartiene a Painted from Memory, l’album frutto della loro collaborazione.

Il ricordo di Elvis Costello

Se God Give Me Strength rappresenta uno dei momenti più appassionati, My Funny Valentine porta il concerto su un piano ancora più personale. Renato Geremicca torna con la memoria al31 ottobre del 2000, al Bravo Caffè di Bologna. Racconta l’arrivo inatteso di Elvis Costello, seduto da solo nell’angolo più buio del locale dopo essere uscito dal Teatro Comunale, e del desiderio di fargli ascoltare proprio quella canzone.

Poi il racconto cambia tono. My Funny Valentine è una canzone che Geremicca ha sempre dedicato alle sue due mamme. È passato molto tempo dall’ultima volta che l’ha cantata. Quando comincia a farlo, la commozione che lo attraversa diventa parte stessa dell’esecuzione.

In quel momento lo schermo e i riferimenti cinematografici sembrano arretrare. Rimane una voce alle prese con un ricordo. Una canzone conosciuta da tutti torna così a essere qualcosa di profondamente personale.

Il ritorno di The Look of Love

Il finale è tutto per That’s What Friends Are For che sottolinea come il sentimento possa assumere anche la forma della vicinanza e dell’amicizia.

Il bis riprende il filo con un piccolo divertissementPink Panther’s Theme introduce un momento di leggerezza prima che torni The Look of Love, già incontrata nel corso della serata.

È forse questo il senso più compiuto di Bacharach in Love: parlare d’amore attraverso i brani di Burt Bacharach, lasciando che musica, immagini e ricordi si incontrino nuovamente. Le immagini conservano il ricordo dei film, le melodie quello delle nostre vite; Renato GeremiccaMassimo Ghetti e Luca Bonucciaggiungono i propri colori. E quelle canzoni che pensavamo di conoscere già, alla fine della serata, hanno ancora qualcosa da raccontare. Il pubblico lo ha riconosciuto, salutando i tre musicisti con un lungo e caloroso applauso.

Giuseppe Panella


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