Progetto Juntos: l'Italia rafforza la cooperazione internazionale di Polizia con sei Paesi dell'America Latina
Si è tenuta oggi alla Scuola superiore di Polizia di Roma la conferenza di lancio del progetto Juntos, alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani. L'iniziativa, realizzata dalla Polizia di Stato e dall'Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA), con il sostegno del ministero dell'Interno e del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (MAECI), mira a rafforzare la cooperazione internazionale di Polizia tra Italia e sei Paesi dell'America Latina.
Obiettivi e durata del progetto
Il progetto, della durata di due anni, coinvolge Argentina, Brasile, Cile e Colombia come Paesi beneficiari, ed Ecuador e Perù come osservatori. L'obiettivo è consolidare la cooperazione nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, ai fenomeni legati all'immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani, al cybercrime e alla pedopornografia.
Le dichiarazioni del ministro Piantedosi
Nel suo intervento, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato: «Il progetto 'Juntos' testimonia la volontà dell'Italia e dei Paesi dell'America Latina di avanzare uniti, con l'obiettivo di consolidare strumenti comuni per affrontare fenomeni criminali sempre più complessi e in continua evoluzione. Un'iniziativa che ci consentirà di mettere a sistema l'esperienza italiana e che contribuirà a rafforzare la cooperazione internazionale tra le nostre Forze di polizia e quelle di Argentina, Brasile, Cile e Colombia, Paesi beneficiari, nonché di Ecuador e Perù, in qualità di osservatori. Perché solo camminando insieme possiamo costruire un futuro più sicuro».
Il messaggio del vicepresidente Tajani
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ha inviato un messaggio in cui ha evidenziato l'importanza strategica del programma: «L'America Latina è una regione strategica e prioritaria per il Governo, con cui vogliamo rafforzare sempre di più il nostro partenariato. Il programma 'Juntos' assume un valore strategico perché senza sicurezza non c'è crescita. La criminalità organizzata transnazionale non conosce frontiere e, se le organizzazioni criminali cooperano oltre i confini, gli Stati devono saper collaborare con ancora maggiore efficacia e continuità». Tajani ha inoltre ricordato che «la diplomazia giuridica e della sicurezza è un pilastro centrale della nostra politica estera. L'Italia mette a disposizione dei suoi partner un saper fare unico costruito anche attraverso le pagine più dolorose della nostra storia. È l'eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino». Ha poi aggiunto: «Accanto ai programmi affidati all'Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza, con 'Juntos' entra in questo grande impegno anche la Polizia di Stato, con il suo straordinario patrimonio di professionalità. Con un grande gioco di squadra tra Farnesina, ministero dell'Interno e IILA, 'Juntos' mette in campo competenze diverse e le condivide con le Polizie di Argentina, Brasile, Cile e Colombia e, come Paesi osservatori, Ecuador e Perù».
Le parole del capo della Polizia Pisani
Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha evidenziato che il progetto Juntos, promosso dal ministero degli Esteri e dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, consente di esportare un modello consolidato di diplomazia giuridica vincente, sia sotto l'aspetto operativo che normativo nella lotta al crimine organizzato. Ha sottolineato che si tratta di una strategia necessaria per contrastare fenomeni criminali che superano le frontiere europee e diventano sempre più transnazionali. Il coordinamento operativo delle Forze di polizia, svolto dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, permette di mettere in campo l'operatività delle tre distinte Forze di polizia che operano nel settore.
Sessioni tecniche e prossime attività
Dopo il momento politico di alto livello, si sono tenute due sessioni tecniche dedicate al dibattito e al confronto. È emersa con chiarezza la centralità di un approccio unitario e integrato per contrastare fenomeni criminali sempre più evoluti, mutevoli e interconnessi, oggi accelerati dal progresso tecnologico e dalla crescente disponibilità di strumenti digitali.
Il progetto, concepito grazie all'expertise maturata dall'Italia nel contrasto ai fenomeni criminali, intende valorizzare la vicinanza storica tra i Paesi e le rispettive Forze di polizia, fondata su comuni radici culturali e tradizioni giuridiche, proiettando questo patrimonio verso le sfide della sicurezza attuali ed emergenti.
Con l'avvio odierno, il progetto entra nel vivo di un'intensa programmazione: la prossima settimana inizieranno due missioni tecniche per la valutazione dei fabbisogni formativi nei Paesi beneficiari. Seguiranno tre corsi di formazione in Argentina, Brasile, Cile e Colombia, aperti anche agli osservatori, tre stage applicativi in Italia e quattro attività di consulenza tecnica. Il percorso si concluderà con una conferenza finale dedicata alla presentazione dei risultati raggiunti e delle prospettive future.
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.