Le dichiarazioni del Consigliere comunale Eugenio Riccio sull'arresto del boss del reggino
CATANZARO, 24 LUGLIO 2012 - Un gesto semplice ma dal grande significato, questo e tanto altro ancora rappresenta l’applauso rivolto ai militari dell’arma dei Carabinieri che portavano via da Catanzaro un boss del reggino. Quello che hanno dimostrato i Catanzaresi, era cosa nota in Calabria, forse meno nota in Italia, ossia il grande senso del dovere e il rispetto per le istituzioni da parte dei cittadini del Capoluogo di Regione. Ad amplificare, finalmente in modo positivo, queste “peculiarità” dei catanzaresi sono stati i media nazionali che forse sono rimasti fin troppo stupiti dalla reazione della gente di una città del sud. Molte volte verso i meridionali viene apposta un’etichetta, quasi una macchia indelebile, che poi non corrisponde al vero. Altre volte, invece, ci si trova di fronte a fatti eclatanti, negativamente parlando, come quelli che hanno visto protagonisti altri cittadini calabresi che applaudivano boss mafiosi e inveivano contro i rappresentanti dello Stato. Anche se, ad onor del vero, erano parenti e amici degli arrestati e non “semplici” e liberi cittadini come quelli che domenica scorsa, nel quartiere marinaro di Catanzaro, hanno riscattato tutti i Calabresi.[MORE]
Tutto questo - continua Riccio - arriva a distanza di qualche giorno dalla pubblicazione di una lettera inedita scritta da Pier Paolo Pasolini a seguito di un viaggio in Calabria. In questa missiva, dura e fin troppo zeppa di pregiudizi verso i Calabresi e i meridionali, etichettati come complessati omertosi e poveri banditi, Pasolini ci esortava "a non fare come gli struzzi e guardare in faccia la realtà”. Bene, i Catanzaresi con quell’applauso hanno dimostrato che quello che scriveva Pasolini nel 1959, che è in parte il pensiero che ancora oggi molti cittadini del nord Italia hanno di noi, non corrisponde alla realtà. E questa risposta, concreta e rumorosa, arriva proprio dalla città Capoluogo della Regione Calabria che, proprio per essere fin troppe volte “signorile”, è stata defraudata, proprio dalle istituzioni, di tante funzioni, non ultima la Scuola Nazionale di Magistratura. E mentre altri territori in Calabria ottengono tanto facendo leva sulla presenza criminale, per una volta, potrebbe invece essere un bel segnale da parte del Governo premiare i Catanzaresi per la civiltà che hanno sempre dimostrato.
Facendo, quindi, mie altre parole di Pasolini, - conclude Riccio - contenute in questa famosa lettera, posso certamente affermare che “non è con la retorica che si progredisce” ma con fatti concreti e consequenziali, aggiungo io. Un applauso è un semplice gesto di approvazione, ma a volte, i gesti valgono più di mille parole. Sarebbe un bel segnale se oggi stesso il Ministro Severino restituisca a Catanzaro la scuola di Magistratura, allora sì che le alte istituzioni dello Stato meriterebbero applausi scroscianti.
Eugenio RICCIO - Capogruppo "Catanzaro con Abramo"
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