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Lefebvriani, consacrati quattro nuovi vescovi: cresce la tensione con il Vaticano e si riapre il rischio di scisma

Redazione
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Lefebvriani, consacrati quattro nuovi vescovi: cresce la tensione con il Vaticano e si riapre il rischio di scisma
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La Fraternità San Pio X celebra ad Econe la consacrazione episcopale in rito antico. Oltre 17 mila fedeli presenti, mentre resta forte la contrapposizione con il Papa e la Santa Sede.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ha dato il via alla cerimonia di consacrazione di quattro nuovi vescovi ad Econe, in Svizzera, in una giornata destinata ad alimentare il confronto con il Vaticano. La decisione di procedere senza un mandato pontificio rappresenta uno degli episodi più delicati nei rapporti tra i lefebvriani e la Chiesa cattolica, riaccendendo il dibattito sul rischio di un nuovo scisma.

L'evento ha richiamato, secondo gli organizzatori, oltre 17 mila fedeli provenienti da numerosi Paesi e si svolge secondo il rito tridentino, interamente in latino, nel seminario internazionale della Fraternità a Econe.

Consacrazione dei nuovi vescovi: chi sono i prescelti

La celebrazione è presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta, che ricopre il ruolo di vescovo consacrante, affiancato da monsignor Bernard Fellay come co-consacrante.

I quattro sacerdoti che ricevono l'ordinazione episcopale sono:

  • Don Pascal Schreiber (Svizzera)
  • Don Michael Goldade (Stati Uniti)
  • Don Michel Poinsinet de Sivry (Francia)
  • Don Marc Hanappier (Francia)

La funzione è stata preceduta da una lunga processione liturgica e segue rigorosamente il rito antico, elemento distintivo della spiritualità della Fraternità San Pio X.

Il Papa aveva chiesto di fermare le consacrazioni

La scelta della Fraternità arriva nonostante il recente appello del Papa, che aveva invitato a non procedere con le consacrazioni episcopali senza l'autorizzazione della Santa Sede.

Secondo il diritto canonico della Chiesa cattolica, infatti, la consacrazione di un vescovo richiede il mandato del Pontefice. Procedere diversamente viene considerato un atto di estrema gravità dal punto di vista ecclesiale e può avere pesanti conseguenze canoniche.

La decisione dei lefebvriani viene quindi interpretata come un ulteriore irrigidimento nei rapporti con il Vaticano, alimentando le preoccupazioni per una possibile frattura definitiva.

Il precedente del 1988 e il timore di un nuovo scisma

L'attuale vicenda richiama inevitabilmente quanto accadde nel 1988, quando l'arcivescovo Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l'approvazione di Papa Giovanni Paolo II.

Quell'episodio portò alla dichiarazione di scomunica dei protagonisti e segnò una delle più gravi crisi interne della Chiesa cattolica del secondo dopoguerra. Negli anni successivi sono stati avviati diversi tentativi di dialogo tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, senza però arrivare a una piena riconciliazione canonica.

Le nuove consacrazioni vengono quindi osservate con particolare attenzione perché potrebbero influenzare il futuro dei rapporti tra le due parti.

Cerimonia trasmessa in diretta in tutto il mondo

A differenza di quanto avvenne quasi quattro decenni fa, la celebrazione di Econe è stata trasmessa in diretta streaming attraverso i canali ufficiali della Fraternità San Pio X.

La diretta, accompagnata da commenti in diverse lingue, ha consentito a fedeli e sostenitori di seguire la cerimonia da ogni parte del mondo, confermando la dimensione internazionale del movimento e l'attenzione mediatica suscitata dall'evento.

Una giornata destinata a segnare i rapporti tra FSSPX e Vaticano

La consacrazione dei quattro nuovi vescovi rappresenta un momento particolarmente delicato nella storia della Fraternità San Pio X. L'iniziativa, portata avanti nonostante il richiamo del Papa, rischia di aggravare ulteriormente i rapporti con il Vaticano e potrebbe aprire una nuova fase di forte tensione ecclesiale.

Nei prossimi giorni saranno attese eventuali prese di posizione ufficiali della Santa Sede, chiamata a valutare le conseguenze canoniche e pastorali di una decisione che riporta al centro dell'attenzione uno dei capitoli più complessi della storia recente della Chiesa cattolica.


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