• Scrivi una notizia
  • Sostienici
  • Spazi pubblicitari
  • Privacy Policy
  • Feed Rss

Legge per i giornalisti precari

Calabria

CATANZARO, 25 APRILE 2012 - Venerdì 27 aprile 2012, alle ore 16.30, nella Sala della Giunta dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, si terrà una conferenza stampa di illustrazione della proposta di legge sull’equo compenso per i giornalisti precari. Si tratta, come l’ha definita il suo autore, l’on. Silvano Moffa, di ''una legge di civiltà'' che pone fine allo sfruttamento di migliaia di lavoratori che operano nel mondo dell’editoria, molti dei quali sono giovani motivati che si avvicinano alla professione giornalistica. All’incontro con i media, moderato dal giornalista Valerio Caparelli, oltre al Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, interverranno: Natalino Bianco, Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti; Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro; Giuseppe Scopelliti, Governatore della Regione Calabria.[MORE]

L’on. Silvano Moffa spiegherà ai giornalisti presenti in sala come questo progetto di legge, già votato all’unanimità nella sede legislativa della Commissione Cultura e in attesa della definitiva approvazione al Senato, rappresenterà in concreto un utile strumento di tutela per tutti quei lavoratori che ruotano attorno al mondo dell’editoria giornalistica. In particolare, l’iniziativa ha riscosso una grande partecipazione e condivisione di tutte le forze politiche parlamentari, nonostante questo sia un momento delicato e storico per il delinearsi della riforma complessiva del mercato del lavoro. Molte sono state le prese di posizione favorevoli a questo progetto di legge, una tra tutte quella della FNSI che in un sua recente nota si è così espressa: “Nel tempo di crisi dell’industria dell’editoria, di perdita di tanti posti di lavoro, mettere in linea di chiarezza e di giustizia qualsiasi forma di lavoro giornalistico è una strada di indirizzo essenziale alle parti sociali, in particolare agli editori, perché il lavoro autonomo venga riconosciuto sul piano dei diritti non solo individuali ma anche collettivi. Nello stesso tempo, si tratta di offrire all’industria editoriale un quadro di regole che sono garanzia di lealtà della concorrenza e, quindi, utile opzione per sfide editoriali più alte nel segno della qualità”.