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Libia: Crisi in corso

Saverio Caristo
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Libia: Crisi in corso
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ROMA, 22 MARZO - Sul coordinamento delle operazioni militari in Libia, contro il regime di Muammar Gheddafi, sorgono le prime difficoltà politiche per quanto riguarda i piani di intervento.

La risoluzione delle Nazioni Unite, infatti, che per la tutela dei diritti civili ha legittimato l’uso della forza, ponendosi nel delicato campo del riconoscimento reciproco tra gli Stati, e che ha dato luogo alla missione umanitaria in atto, è stata invocata dal portavoce del ministero francese della Difesa, il Generale Philippe Ponthies, il quale, in contrasto con le dichiarazioni rese dal Ministro degli Esteri italiano Frattini, con riferimento alle modalità di intervento, ha escluso un ruolo attivo da parte della Nato nel comando delle operazioni militari.[MORE]

La posizione assunta dal Ministro Frattini e dal governo italiano che ha intimato la revoca delle autorizzazione all'uso delle basi militari italiane, è stata tuttavia subito condivisa sia dal premier britannico David Cameron, sia dal presidente Usa Obama, secondo cui superata questa prima fase di transizione, durante cui è preliminare abbattere la contraerea libica, nel comando delle operazione sarà direttamente coinvolta anche la Nato.

La necessità che sulla missione pesino quindi stessi oneri e responsabilità, diventa un nodo che non sarà facile riuscire a sciogliere, in particolare perché le resistenze francesi nascono dalla considerazione per cui la Lega Araba non sosterrebbe un intervento contro la Libia che fosse guidato dalla Nato.

La questione interessa inoltre il fronte politico interno, dove il governo misura la sua forza nel tentativo di tenere sempre salda la sua maggioranza, che nella componente della Lega Nord, lamenta l’uso degli aerei italiani in Libia. Si lavora cosi ad una risoluzione che unisca tutte le forze parlamentari sui punti più delicati del momento,dal rispetto degli accordi commerciali su gas e petrolio, al rispetto della risoluzione Onu, fino alla richiesta di un impegno condiviso tra i Paesi dell’UE, per far fronte al drammatico e incessante arrivo dei profughi e della crisi in corso.


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Scritto da Saverio Caristo

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