Mafia: sgominato clan dei netturbini nel paese di Montalbano
SCICLI, 7 GIUGNO 2014 – Lavoravano come netturbini, in realtà erano ai vertici di un clan mafioso: sono stati arrestati dai carabinieri a Scicli, il paese di Montalbano. Si tratta di cinque uomini, tra luogotenenti e capi, che erano al capo di un’impresa che aveva in appalto la gestione della raccolta dei rifiuti del comune ragusano.
Il lavoro all’interno dell’impresa serviva da copertura, per poter gestire più accuratamente gli affari della ditta, e grazie a questa immergere la mafia nel tessuto economico di Scicli. Dalle indagine è infatti emerso che la cosca: “approfittando dell'assenza di sodalizi concorrenti ormai decimati da precedenti inchieste giudiziarie e forte dei legami con esponenti delle famiglie mafiose Catanesi", si stava "insediando nel tessuto socio-economico di Scicili per assumere il predominio delle attività criminali nel territorio e infiltrarsi nelle attività d'impresa, attraverso violenze e pesanti intimidazioni".
Uno dei cinque aveva addirittura fatto carriera all’interno della ditta, infatti ha goduto di promozioni e premi fino a diventare capocantiere, così da poter infilare la mafia anche tra i vertici. Tra le attività che hanno caratterizzato il suo lavoro, esemplare è stata l’imposizione dell’assunzione degli altri quattro complici, che ha accuratamente selezionato tra familiari e amici. Inoltre ha anche costantemente “impedito alle persone, di volta in volta, designate dalla dirigenza di svolgere le proprie mansioni di coordinamento e controllo sulle attività di raccolta rifiuti servendosi di ripetute violenze, minacce e atti intimidatori".[MORE]
Al vertice del clan sembra esserci Franco Mormina, 45 anni, proprio colui in grado di ottenere un’inarrestabile ascesa nella carriera. Con lui sono stati anche arrestati il figlio Ignazio, 26 anni, il fratello Gianni, 46 e Ugo Lutri. A Giacomo Fidone invece è stato notificato l’ordine di custodia cautelare in carcere.
L’operazione “Eco” è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania che ha emesso un provvedimento restrittivo contestando reati di associazione mafiosa, estorsioni, truffe e violenze private e furto aggravato.
(foto dal sito www.giorgiogambino.it)
Michela Franzone
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