TARANTO, 15 APRILE 2014 - L'acqua utilizzata per raffreddare i reparti a caldo dell'ILVA verrebbe dall'Acquedotto Pugliese e lo Stato, invece di tutelare l'ambiente, avrebbe comunque concesso l'autorizzazione integrata ambientale. E' questa l'accusa lanciata dall'assessore regionale all'ambiente Nicastro.
Questa dichiarazione avviene dopo una nuova apertura delle indagini, che potrebbe spiegare se e come mai ILVA aveva accesso all'acqua e se e come quell'acqua è stata poi depurata prima di essere reimmessa nel circuito. Per Nicastro, non basta l'autorità giudiziaria a risolvere il problema. Difficilmente la Natura riuscirà a riprendersi velocemente e servono politiche nazionali che sostengano il cambio di rotta.
[MORE]
"Il dato più sconcertante in questo momento storico è la mancata pubblicazione del Piano ambientale dello stabilimento" spiega Nicastro, concludendo che, mentre fuori si discute, la Città dei Due Mari brucia. Purtroppo, si continuano a riscontrare interventi basati sull'emergenza per l'assessore regionale, che non vede soluzioni per l'inquinamento se non quella di un intervento nazionale che persegua tutt'altra politica.
"Taranto brucia e, soprattutto, la delegittimazione delle istituzioni locali, almeno negli ultimi tempi, ha elevato ad unico interlocutore del Governo il commissario straordinario ed il suo staff, senza che nessuno se ne sia scandalizzato" è la denuncia dell'onorevole, che punta il dito sulla gestione della questione da parte del commissario straordinario inviato dal ministero.
Insomma, per Nicastro non c'è stata serietà nell'affrontare il "Caso ILVA" che in realtà si protrae da decenni, mentre per Taranto le nuvole continuano a essere rosse.
(www.puglialive.net)
Annarita Faggioni
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.