Numero Rabottini e vittoria in montagna. Rodriguez scatta: è di nuovo rosa!
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Numero Rabottini e vittoria in montagna. Rodriguez scatta: è di nuovo rosa!

domenica 20 maggio, 2012

LECCO, 20 Maggio 2012 - La quindicesima tappa non ha tradito le aspettative e ha dato le risposte che tutto il mondo del ciclismo si aspettava da due settimane. A vincere la frazione è stato un fantastico Matteo Rabottini (Farnese Vini) partito dopo 18 chilometri dal via dato a Busto Arsizio e che ha resistito tutto solo sulle quattro salite affrontate lungo il percorso.

La notizia, però, la fa lo scatto di Purito Rodriguez (Katusha) ai meno due dall’arrivo al Pian dei Resinelli.[MORE] Lo spagnolo con una progressione costante si scrolla di dosso gli altri uomini di classifica, va a raggiungere il compagno di squadra Losada che aveva tentato una timida uscita e raggiunge anche il battistrada di giornata. La vittoria di giornata non lo ingolosisce più di tanto, visto che non sono nemmeno previsti gli abbuoni, e lascia il trionfo al giovane pescarese che può così festeggiare il successo più importante della carriera.
Per Joaquin c’è di nuovo la gioia della maglia rosa che aveva vestito per quattro tappe fino a due giorni fa quando Hesjedal (Garmin) gliela aveva sfilata (il canadese oggi è arrivato con 39’’ di ritardo). La soddisfazione maggiore, però, viene dall’avere guadagnato ulteriori 25’’ su Basso (Liquigas) e Scarponi (Lampre), unici due a restare uniti quando il gruppetto dei migliori si è sfaldato sulle dure pendenze del tratto finale dell’ultima ascesa (punte massime intorno al 12%).

Il 30enne, sempre piazzato nei Grandi Giri, ora si candida come il principale favorito per il primo gradino del podio a Milano. Dovrà principalmente tener d’occhio i due italiani, cercare di gestirsi al meglio e non rispondere a scatti che potrebbero fargli male. Il suo destino dipenderà più dalla voglia e dalla capacità altrui di attaccare un po’ più lontano dal traguardo per metterlo in difficoltà e cercare di rosicchiargli secondi, che dalla sua abilità. Al momento, infatti, il suo vantaggio sui migliori è di poco superiore al minuto, ma ci sono ancora tre grandi tappe di montagna più la crono di domenica dove lo spagnolo non è di certo un drago.

La Liquigas, la squadra parsa più in condizione in questo duro weekend, dovrà imporre un ritmo indiavolato se vorrà aiutare il proprio capitano a replicare i successi del 2006 e del 2010. Scarponi, invece, è parso in netto miglioramento: è stato lui a portarsi dietro Basso e a mostrare di avere qualcosa in più anche se non abbastanza per riportarsi sullo scattante.

Il numero di giornata è quello di Damiano Cunego (Lampre). Staccato di due minuti dalla vetta della generale ha cercato di rientrare in classifica con un numero spettacolare: attacco sulla discesa della Valcava a più di 60km dall’arrivo. Una pazzia che a un certo punto l’ha proiettato anche verso la maglia rosa virtuale quando viaggiava, insieme ad alcuni fuggitivi della prima ora, con addirittura cinque minuti di vantaggio sul plotone.
La sua pedalata, però, si è fatta sempre più fiacca fino ad essere ripreso nell’ultimo tratto e a mettere i remi in barca arrivando un minuto dopo il migliore. È un attacco da applausi che sicuramente gli rende onore, dimostrando che non è un corridore qualunque e che non ha vinto un Giro e una Amstel Gold Race per caso.

Da annotare il ritiro di Frank Shleck (Radioshack Nissan) irriconoscibile in queste settimane e nettamente fuori forma. I maligni credono che i motivi siano una lite col suo manager e l’ordine del fratello minore Andy di ritornare in Lussemburgo dove dovranno prepararsi insieme per tentare l’ennesimo attacco alla vittoria del Tour de France. Delusione da Domenico Pozzovivo che ha patito il freddo e ha preso più di tre minuti di paga, perdendo così ogni sogno di gloria.

Domani meritato giorno di riposo, prima della tappa di martedì (173km tra Limone sul Garda e Falzes) dove, probabilmente, i pochi velocisti rimasti in gara (Cavendish su tutti) avranno la penultima occasione per mettersi in mostra. Se così non sarà, vorrà dire che sarà arrivata una fuga della prima ora.

Stefano Villa

(nella foto Matteo Rabottini)


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