Per la Giornata dell'Ambiente, le "Comunità ribelli" a Roma contro il Piano Rifiuti 2028-34
Roma, 4 giugno 2026 - Regione Lazio e Roma Capitale contestate dalle “Comunità ribelli” romane mobilitatesi per la Giornata Mondiale dell’Ambiente contro un modello di gestione dei rifiuti che – nel loro comunicato stampa - definiscono “basato su incenerimento, consumo di suolo e infrastrutture impattanti e pericolose per l’ambiente e i suoi cittadini”.
La mobilitazione, prevista davanti al Palazzo della Regione Lazio nel popolare quartiere della Garbatella, prenderà il via domattina 5 giugno alle 10.00 contro il nuovo Piano rifiuti 2028–2034 che gli attivisti definiscono “fallimentare e dannoso per i territori”.
Esponendo nel comunicato diffuso le loro ragioni, le varie componenti delle “Comunità ribelli” motivano l’iniziativa di protesta affermando che questo piano “mette a rischio aree agricole, riserve naturali, habitat ed ecosistemi, oltre alla salute pubblica” e, ritenendo “fabbrica dell’inquinamento” inceneritori, gassificatori e nuove opere ad impatto ritenuto incompatibile con la tutela ambientale e il diritto a vivere in territori sani, chiamano a raccolta i cittadini.
L’Associazione CURAA – “Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti” precisa che l’iniziativa è di tipo “apartitico e trasversale” e per questo non saranno ammesse sigle di partito, visto che fondamentalmente l’intenzione è quella di “unire cittadine, cittadini, comitati e associazioni nella difesa dei beni comuni e del suolo”.
All’interno di “Rifiutiamoli!”, titolo eloquente dato alla mobilitazione, verrà presentato anche uno “Sportello” pensato come punto di ascolto e supporto per le comunità locali e i cittadini che intenderanno segnalare criticità ambientali e urbanistiche ed al quale ci si potrà rivolgere per chiedere un cambio di rotta nelle politiche ambientali regionali e cittadine.
Maurizio Lozzi
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