TRIPOLI, 28 FEBBRAIO - Proprio qualche ora fa, l’Unione Europea ha approvato le sanzioni contro Gheddafi e “nessuna opzione sarà esclusa finché il rais continuerà ad uccidere il proprio popolo”. Questo è quanto è stato affermato a Ginevra dal Segretario di Stato americano Hillary Clinton, durante un intervento al Consiglio Onu dei diritti umani. [MORE]
E proprio mentre gli Stati Uniti sostengono una transizione irreversibile e fondamentale per questi Paesi, ed i rivoltosi libici firmano un Consiglio Nazionale a Bengasi, iniziando a muoversi verso la zona occidentale del Paese per unirsi alle forze di opposizione ed assaltare la capitale, il nuovo Governo di transizione, tanto auspicato, precisa di non gradire assolutamente gli interventi “stranieri” nel Paese affermando che: “I rivoltosi sono soprattutto giovani ed ex militari, dotati di armi pesanti, portate via dalle basi militari e dai commissariati di polizia situate nei pressi della città di Ras Lusafa. Abbiamo molte armi e loro sono fortemente motivati”.
Il principale ostacolo per la marcia su Tripoli sembrerebbe allo stato attuale della situazione, Sirte, la città natale di Muammar Gheddafi, controllata dai miliziani fedeli al regime che hanno creato posti di blocco all’ingresso del centro abitato trasformandola in una sorta di roccaforte. Basterebbe che i rivoltosi riuscissero ad entrare a Sirte per costringere Gheddafi, che non controlla più i principlai campi petroliferi libilci, ad abdicare definitivamente.
Nel frattempo elicotteri delle truppe fedeli al colonnello, stanno attaccando la sede della radio della città di Misurata, caduta da alcuni giorni in mano agli insorti. Lo riferisce la tv satellitare Al-Arabiya.
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