Salvador Dalì e Nicholas Stedman protagonisti de “Il tempo immobile”: primo appuntamento di “Storie e dialoghi”, la rassegna a cura di Tanino Bonifacio che celebra i quarant’anni del “Centro d’arte Raffaello”
Un ponte tra il Novecento e il contemporaneo, nel segno della memoria e della visione.
È il senso della rassegna “Storie e dialoghi”, concepita per celebrare il quarantesimo anno di attività del “Centro d’arte Raffaello”, che prende il via sabato 11 aprile alle 18:00 con “Il tempo immobile”, mostra dedicata a Salvador Dalì e Nicholas Stedman.
Si tratta del primo, emblematico capitolo del percorso che la galleria palermitana ha scelto di intraprendere con lo storico e critico dell’arte Tanino Bonifacio, curatore dell’intera kermesse artistica, in programma fino al prossimo 19 dicembre.
Il progetto, ideato dal direttore artistico del “Centro d’arte Raffaello” Sabrina Di Gesaro e dallo stesso Tanino Bonifacio, nasce dal desiderio di mettere in relazione epoche e linguaggi che, sebbene apparentemente distanti, sono profondamente connessi da tensioni comuni.
“Il tempo immobile”, allestita nella sede espositiva di via Emanuele Notarbartolo 9/E, mette in luce il fil rouge che unisce il grande maestro catalano, padre del surrealismo, e l’artista britannico, pittore figurativo che fonda la propria ricerca esistenziale attraverso la figura umana, alla sua terza personale al “Centro d’arte Raffaello” dopo “Le grand bleu” e “Polittici-Visioni tattili”.
Realtà e immaginazione si fondono nella sospensione del tempo e nella costruzione di spazi mentali: se Salvador Dalì ha saputo tradurre l’inconscio in immagini iconiche e perturbanti, Nicholas Stedman prosegue idealmente in questo dialogo attraverso una ricerca che indaga il corpo.
“I protagonisti dell’universo poetico di Nicholas Stedman – afferma la dottoressa Sabrina Di Gesaro – sono nuotatori, tuffatori e acrobati: figure già esplorate nelle sue precedenti personali in galleria”.
“Entrambi gli artisti, pur distanti per contesto storico e linguaggio – osserva – condividono una tensione verso l’altrove: un tempo dilatato e immobile, che invita lo spettatore a una riflessione più profonda sulla condizione umana e sulla natura stessa dell’immagine”.
“La mostra – prosegue la gallerista – incarna pienamente lo spirito della rassegna ed è per noi un motivo di grande orgoglio inaugurare questa nuova stagione con un progetto che sintetizza il passato e rilancia con decisione il nostro impegno futuro”.
“Un lavoro che nasce per suscitare nuove emozioni – conclude – e che rinnova l’intento della galleria di offrire uno sguardo sempre più ampio, aperto e consapevole sul panorama artistico del Novecento e contemporaneo”.
“Vivere l’opera di Nicholas Stedman – commenta Tanino Bonifacio, figura di grande autorevolezza nel panorama culturale nazionale – vuol dire entrare in un vero spazio della contemplazione sul senso della vita: la sua è una pittura che offre all’osservatore il tempo per riflettere sulla vertigine e gli impeti esistenziali dell’anima che viviamo quotidianamente”.
Come evidenzia lo storico e critico dell’arte, al centro dell’opera pittorica c’è il corpo umano in movimento che produce danza, caduta, ascesa, oppure la figura narrata nel momento intimo, quasi sacrale, che precede lo scatto dell’azione.
“La pittura di Nicholas Stedman – aggiunge – è fondata su una lunga ricerca analitica e scientifica del fenomeno del corpo in movimento: danzatori, tuffatori e acrobati sono narrati iconograficamente attraverso il concetto e la poetica della quiete dell’azione”.
“Per queste ragioni – spiega – Nicolas Stedman è il creatore di un nuovo concetto di tempo: la quiete dell’azione è un rinnovato ordine temporale che prevede solo l’eternità di un’ora, ovvero una porzione di tempo immobile e bloccato nel quale nasce la germinazione dell’opera d’arte”.
“Il tempo immobile” sarà inaugurata sabato 11 aprile e rimarrà fruibile fino al 2 maggio prossimo nei consueti orari di visita della galleria: tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:30, con chiusura il lunedì mattina e nei giorni festivi.
Il vernissage sarà allietato da un cocktail a cura di Treska cibo&convivio e dell’azienda vinicola Alessandro di Camporeale, e dall’accompagnamento musicale di Gerardo Vitale al sax e Francesco Amato al pianoforte.
Il programma procederà con un omaggio a Gianbecchina, dal 9 al 30 maggio, unico appuntamento fuori sede: la mostra sarà infatti ospitata nella Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano a Casa Professa.
Si proseguirà con Mario Schifano e Dario Schelfi dal 5 al 23 giugno e con Joan Mirò e Navarra dal 24 ottobre al 14 novembre.
L’ultimo appuntamento è previsto dal 21 novembre al 19 dicembre, con Renato Guttuso e Marco Favata.
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